La conferenza della diaspora tamil tenutasi a Londra chiede l'immediato cessate il fuoco.

Wednesday, 01 April 2009 00:30
Print

Giovedì 26 Marzo 2009 e Venerdì 27 Marzo 2007, a Londra, 45 dignitari tamil provenienti da 21 paesi si sono riuniti per chiedere un cessate il fuoco immediato in Sri Lanka e per consentire l'accesso immediato agli aiuti umanitari nel Vanni. I delegati hanno inoltre affermato che i Tamil dell'Eelam devono poter esercitare il diritto all'autodeterminazione sottolineando che il popolo tamil ha dato il proprio mandato democratico per la creazione di uno stato indipendente, il Tamil Eelam, ribadendolo in tutte le richieste politiche.

Mercoledì i delegati hanno preso parte ad una sessione interna, ed affrontato questioni quali la tragedia umanitaria, la guerra, il genocidio, il diritto di difesa, i processi politici per stabilire la legittimità, il ruolo degli attori internazionali nel conflitto e su come portare a conoscenza la verità a tutto il mondo. Basandosi su documenti di discussione, i delegati hanno stabilito la loro posizione su diversi temi condividendoli col gruppo.
Mercoledì, alla fine della giornata, è stata elaborata una soluzione che ha coperto i punti principali che i partecipanti della conferenza hanno voluto sottolineare. La soluzione è stata in seguito confermata Giovedì all'unanimità dei partecipanti per alzata di mano.
Giovedì, i delegati sono stati indirizzati da distinti relatori incluso l'attivista dei diritti civili americani il Reverendo Jesse Jackson e il deputato Des Browne, l'inviato speciale britannico per lo Sri Lanka e l'ex segretario per la difesa. Altri ospiti inclusi Lord Falconer, il deputato Siobhan McDonagh, il deputato Simon Hughes, il Keith Vaz ed il Signor Jimmy Savile. Il reverendo Jackson ha parlato sull’obbligo morale di fermare il massacro e la necessità di prendere “una risoluzione e una visibilità” del conflitto dello Sri Lanka.
Des Browne ha parlato del numero di persone morte, dicendo che 70.000 probabilmente è una sottostima. Si è concentrato sul problema più urgente, la crisi umanitaria, e le migliaia di tamil nella zona di conflitto. Precisando che i civili devono avere libertà di lasciare le zone di guerra, il Sig. Browne ha riferito che la situazione è diventata drammatica a causa dell’elevato numero di vittime che ci sono state nelle “zone di sicurezza”. Ha condannato questi “atti di violenza” e ha richiesto formalmente che il Governo dello Sri Lanka investigasse su tutte le morti. Il Governo britannico sta facendo tutto il possibile per ottenere un cessate il fuoco dopo che il Primo Ministro Gordon Brown aveva nominato un inviato speciale per lo Sri Lanka nel mese di Gennaio di quest’anno per ottenere una soluzione finale sulla crisi umanitaria. Inoltre ha espresso la sua delusione  da parte del governo britannico dicendo che lo Sri Lanka a rifiutato la nomina.
La conferenza si è conclusa con una conferenza stampa, Giovedì pomeriggio, a cui hanno partecipato molti tamil di Londra e dei rappresentanti dei media internazionali.

Le risoluzioni raggiunte dalla conferenza sono riportate di seguito:

World Tamils Forum: Conferenza a Londra, 26 Marzo 2009

Noi, i 45 delegati provenienti da 21 paesi, alla Conferenza dei Tamil nel Mondo, ci siamo incontrati a Londra nei giorni 25 e 26 Marzo 2009 e abbiamo

deliberato che:
1.     Siamo veramente scioccati e profondamente preoccupati per la catastrofe umanitaria in corso a Vanni e per la mancanza di reazione da parte delle comunità internazionali;
2.    Si è riconosciuto che lo stato dello Sri Lanka è impegnato in un genocidio del popolo Tamil;
3.    Si è riconosciuto che il popolo Tamil ha il diritto inalienabile a determinare il proprio destino;
4.    Si è riconosciuto che il popolo Tamil ha dato il proprio mandato democratico per la creazione di dello stato libero e sovrano del Tamil Eelam, come unica solizione duratura;
5.    Si è riconosciuto che l'autentico rappresentate del popolo Tamil è la "Liberation Tigers of Tamil Eelam" (LTTE);

E con la presente concludiamo che:

1.    Tutti i massacri ed attacchi rivolti al popolo Tamil devono immediatamente cessare;
2.    Le assistenze umanitarie necessarie che sono state bloccate a Vanni, devono essere riabilitate;
3.    Le Nazioni Unite, le Organizzazioni Internazionali Non-Governative, e la Croce Rossa devono avere l'accesso umanitario alle zone abitate dalla popolazione Tamil in modo permanente a Vanni;
4.    Ci deve essere una tregua immediata; e
5.    Una negoziazione per una soluzione politica al conflitto, la quale deve essere applicata immediatamente dopo la tregua, basata sul principio dell'autodeterminazione del popolo Tamil.