Prof. Boyle: La fame forzata costituisce un atto di Genocidio

Saturday, 07 March 2009 16:24
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Il Prof. Boyle, un esperto in diritto internazionale, professore all'Università di Legge di Illinois, in una nota spedita a TamilNet ha commentato i recenti avvenimenti. Attualmente il Governo dello Sri Lanka sta bloccando gli alimenti facendo morire di fame più di 300.000 tamil intrappolati nelle aree di guerra.

Nel contesto di questo genocidio dei tamil, in Sri Lanka, questa recente atrocità del Governo dello Sri Lanka costituisce un atto di genocidio come definito, poibito e criminalizzato dalla Convenzione Genocidi, Articolo II(c): "Infliggendo deliberatamente sulle condizione di vita di un gruppo, portandoli sistematicamente alla distruzione fisica totale o parziale".

Il Governo degli Stati Uniti ha l'obbligo di perseguire il ministro della difesa srilankese Rajapaska (cittadino USA), e il generale Fonseka (residente USA) per la violazione della convenzione genocidi e per i crimini di guerra, ha aggiunto il Prof. Boyle citando l'articolo 54 del protocollo addizionale del 1977 alla quarta convenzione di Ginevra del 1949 che sancisce la protezione degli oggetti indispensabili per la sopravvivenza della popolazione civile:
1. Nella guerra è proibito far morire di fame i civili
2. È proibito attaccare, distruggere, rimuovere o rendere inutili gli oggetti indispensabili per la soppravivenza della popolazione civile, come generi alimentari, aree agricole per la produzione di generi alimentari, raccolti, bestiame, installazioni dell'acqua potabile e rifornimenti ed impianti di irrigazione, con lo scopo specifico di negarli alla popolazione civile o al partito avverso, qualuque sia il motivo, sia per far morire di fame i civili, sia per cacciarli via, o per qualunque altro motivo. Inoltre il Prof.Boyle ha aggiunto, "Questa regola di base tratta dalla Legge Umanitaria ed Internazionale, costituisce una consueta legge internazionale, la violazione di tale legge, è un crimine di guerra".