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notizie in lingua italiana sulla guerra in Sri Lanka - Per informazioni: info@tamilaction.org

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Il Congresso sui diritti umani degli USA sprona per investigare sui crimini commessi nello Sri lanka

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In una comunicazione inviata al presidente Obama da parte di Tom Lanton membro della Camera dei Rappresentanti (House of Representatives) dice che gli Stati Uniti devono adottare azioni concrete nei confronti dello stato dello Sri Lanka, che ha respinto la Comunità Internazionale, e spinge il presidente Obama ad ordinare al Dipartimento di Giustizia ad investigare sulla possibile connessione degli ufficiali dello Sri Lanka con i crimini commessi durante la guerra. La nota menziona Gotabaya Rajapakse, Basil Rajapakse e Sarath Fonseka come possibili autori dei crimini di guerra.

È ovvio che il governo dello Sri Lanka crede che non ci sarà nessun prezzo politico da pagare per questi fatti. La comunicazione continua dicendo che: "crediamo che questo dovrebbe cambiare con le azioni che concretamente gli Stati Uniti potrebbero adottare facendo responsabile delle sue azioni lo Stato dello Sri Lanka, ora e per il futuro".

La comunicazione aggiunge poi: "le scriviamo per ordinare il nostro ambasciatore per le Nazioni Unite, Susan Rice, ad aprire urgentemente una sessione del Consiglio di Sicurezza per discutere di quello che sta accadedo nello Sri Lanka".
E la comunicazione conclude dicendo: "noi chiediamo di ordinare pubblicamente il direttore americano dell'IMF (Fondo Monetario Internazionale) ad usare la sua voce e a votare di sospendere ogni azione circa il prestito di 1.9 miliardi di dollari allo Srilanka. Infine le chiediamo di ordinare al Dipartimento di giustizia a prendere in considerazione circa la possibile Connessione dei tre cittadini americani attori chiave dello Sri Lanka, del loro possibile collegamento nell'attuazione delle strategie militari e con qualcuna dei crimini sopra menzionati"

Last Updated on Sunday, 24 May 2009 00:17
 

Prof. Boyle: Lo Sri Lanka distrugge le prove, impedisce l'accesso alla Croce Rossa e all'ONU

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Constatando che il lento genocidio dei tamil nello Sri Lanka ha causato più di 10.000 morti negli ultimi mesi, di gran lunga superiore agli orrori di Srebrenica, il Professor Boyle in un'intervista alla radio KPFK di Los Angeles, Martedì 12 Maggio 2009, ha accussato il Governo dello Sri Lanka di demolizione e distruzione delle prove dei massacri che avvengono nelle “zone di sicurezza” allo stesso tempo evitando l'accesso alla Croce Rossa e alle agenzie dell'ONU. Boyle ha inoltre aggiunto che il Governo degli Stati Uniti tramite le immagini satellitari dovrebbe sapere esattamente le azioni dello Sri Lanka nelle “zone di sicurezza”, ed ha coinvolto anche il Regno Unito, la Francia e l'India accusandoli di aver consentito che accada questo genocidio.

“Ancora oggi la ICRC (Croce Rossa Internazionale) non ha avuto accesso, proprio ora che la zona dovrebbe invasa dai prodotti alimentari, e medicine ad assistere urgentemente ai 300.000 sfollati Tamil internati e detenuti nei campi sorvegliati dall'esercito dello Sri Lanka (SLA)” .
Boyle ha aggiunto che i sopravvissuti dalle “Zone di Sicurezza”, dalla fame, somigliavano ai sopravvissuti dei campi di sterminio nazisti.

La situazione è simile a quello che era successo a Gaza, disse Boyle, ma a Gaza le persone potevano avere accesso al cibo tramite i tunnel sotterranei, mentre i tamil nelle “zone di sicurezza” erano completamente tagliati fuori dall'esterno ed erano interamente dipendenti dal cibo trasportato dalle navi dell 'ICRC (Croce Rossa Internazionale).

Tracciando la storia del conflitto, Boyle e Slate concordano sul fatto che lo Sri Lanka fu uno Stato discriminatorio sin dall'inizio dell'indipendenza, ed hanno sottolineato i violenti elementi del clero Buddista, gli orientamenti razzisti degli indiani dravidici come elementi che hanno aggravato il deterioramento del conflitto verso il genocidio.

Il processo di pace fallì, argomentò Boyle, in quanto il Governo dello Sri Lanka, invece di avviare trattative in buona fede “volle il controllo, la dominazione e l'eliminazione del popolo Tamil”.

Possiamo essere all'inizio di una catastrofe umanitaria per il popolo tamil in Sri Lanka quale può attenersi come l'ultimo obbiettivo del Governo motivato dai sciovinisti, dal razzismo violento”. Boyle aggiunse “la mia esperienza di lavoro in situazione di genocidio spiega ancora una volta che se il governo e le persone hanno una mentalità rivolta a favore del genocidio è molto difficile da fermarli”.

Slate aggiunse, “le persone Tamil sono gravemente oppressi dalle nazioni. Qualunque persona con un po' di coscienza deve alzarsi e sostenere la loro resistenza.”

Last Updated on Saturday, 23 May 2009 23:46
 

Mercoledì 13 Maggio 2009: Comunicato di Obama sulla crisi umanitaria in Sri Lanka

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Mercoledì 13 Maggio 2009, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un comunicato ha manifestato la sua preoccupazione sulla crisi umanitaria in Sri Lanka.
Ha chiesto alle Tigri Tamil di "liberare i civili" e deporre le armi, al Governo srilankese di fermare i bombardamenti e permettere libero accesso all'ONU e alle agenzie umanitarie.
La diaspora tamil si sta chiedendo se il Presidente Barack Obama sia preparato a prendere la piena responsabilità della loro terra madre, e se sia preparato a dare la totale garanzia per la libertà e le aspirazioni del popolo Tamil nel caso in cui le Tigri Tamil deponessero le armi. I civili tamil che passano dai territori controllati dalle Tigri Tamil ai territori conquistati dell'esercito srilankese vengono rinchiusi in campi di detenzione, dove non è garantito nessun tipo di diritto umano.
Riportiamo alcune righe dell'intervento di Obama: "Sto invitando il Governo dello Sri Lanka a prendere provvedimenti per poter alleviare questa crisi umanitaria." .. "Per primo, il Governo dovrebbe fermare i bombaradmenti, che causano la morte di centainaia di innocenti, e la distruzione degli ospedali."
Inoltre è stato riportato un commento effettuato fuori dalla Casa Bianca, nel quale il Presidente ha detto che il Governo dovrebbe comunque rispettare il suo impegno di non usare armi pesanti nelle zone di conflitto e dovrebbe garantire all' ONU e alla Croce Rossa un accesso libero per poter aiutare i civili.
"Senza un intervento immediato e di emergenza questa crisi umanitaria potrebbe precipitare in una catastrofe", sono le parole di Obama riportate da Reuters.
Amnesty International, in un comunicato, ha fatto pressione sul Presidente Barack Obama affinchè si esprimesse contro l'uccisone indiscriminata di civili che caratterizza l'attuale conflitto tra il Governo dello Sri Lanka e le Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam (LTTE).
Allo stesso tempo, un articolo più critico sul settimanale Time, afferma che Obama sta fallendo sulla prova (umanitaria) dello Sri Lanka, dicendo che il disastro umanitario in Sri Lanka rappresenta l'omologo, sotto sorveglianza di Obama, della questione del Darfur, che è stato il piu grande e atroce crimine commesso durante l'amministrazione precedente.

Last Updated on Friday, 15 May 2009 09:29
 

Tigri Tamil cessano il fuoco per salvare i civili

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Domenica 17 Maggio 2009, a mezzogiorno il comandante delle forze speciali di mare dell’LTTE, Soosai, ha affermato che circa 25.000 civili tamil sono stati mortalmente feriti durante l’attacco di artiglieria dell’esercito dello Sri Lanka e tuttora migliaia di civili continuano ad essere feriti e ad essere sull’orlo della morte per la mancanza di cure e medicinali. In un’area di 2 kilometri quadrati si trovano cadaveri sparsi in ogni dove, mentre i rimanenti migliaia di civili sono nascosti nei bunkers per paura di rimanere vittima delle armi delle forze di Colombo. L’LTTE, attraverso la mediazione del sign.Pathmanathan, responsabile delle relazioni internazionali dell’LTTE, ha ripetutamente richiesto un intervento dell’ICRC affinchè questi feriti potessero essere evacuati attraverso Vaddurvaakal o Iraddaivaaikkaal, ma senza ricevere alcuna risposta. Nel frattempo l’SLA (esercito dello Sri Lanka) sembra preferire colpire i civili anziché consentirne la fuga. Gli ultimi rapporti da Vanni indicano che, dopo una serie di attacchi random, migliaia di civili sono stati catturati dall’SLA.

Sempre nella giornata di Domenica, inoltre, anche il sign.Pathmanathan ha rilasciato una dichiarazione affermando che l’LTTE è pronta a cessare il fuoco nel caso questo valga a salvare la vita e la dignità del popolo Tamil. Nel suo discorso sostiene che il silenzio della comunità internazionale ha agevolato il programma del Governo dello Sri Lanka per una conclusione drastica e tragica del conflitto, al prezzo dello sterminio del popolo Tamil. “Nelle ultime 24 ore- afferma Pathamanathan- più di 3.000 civili giacciono morti sulle strade, mentre altri 25.000 sono seriamente feriti e abbandonati al loro destino senza cure mediche. Il bisogno urgente del momento è di salvare le vite del nostro popolo. Consapevoli di ciò noi abbiamo già annunciato al mondo la nostra predisposizione a cessare il fuoco per salvare la nostra gente.(…) La battaglia ha raggiunto un epilogo critico. Contro ogni auspicio, abbiamo resistito all’avanzare delle forze singalesi senza aiuto e soccorso, con il solo instancabile supporto della nostra gente. Ma ora è sempre di più la nostra gente a morire vittima delle bombe, delle malattie, dei colpi di fuoco e della fame. Non ci rimane che un’ultima scelta di togliere quella che si presenta come l’unico pretesto del nostro nemico per continuare a uccidere innocenti ponendo nel silenzio le nostre armi. Non possiamo piu sopportare la vista del sangue innocente del nostro popolo versato. (…)”.

Successivamente, ricordando i numerosi appelli rivolti invano alla comunità internazionale affinchè si mobilitasse un intervento immediato per salvare il popolo Tamil dalle grinfie della macchina militare dello Sri Lanka e ricordando inoltre che era stato il governo dello Sri Lanka a ritirarsi unilateralmente dal processo di pace avviato nel 2002 con la mediazione norvegese, Pathmanathan ha continuato sottolineando la necessità di procedere con qualunque mezzo allo stop del genocidio: ”Noi abbiamo bisogno di fare qualunque cosa che possa porre fine a questa carneficina; e questo qualcosa significa il silenzio delle armi e l’ingresso in un processo di pace, cosa a cui peraltro noi avevamo acconsentito anche in precedenza”.

Pathmanathan conclude quindi ricordando che l’LTTE in questi ultimi tre decenni ha combattuto contro le forze militari dello Sri Lanka come unica via di  soluzione per proteggere i Tamil nell’isola; ha sempre combattuto senza paura, spinto solo dalla convinzione nell’importanza e giustizia della propria causa e dalla fiducia e dal supporto del popolo; non ha dimenticato il proprio proposito di combattere unicamente per il popolo ma di fronte alle attuali condizioni non può più permettere che il conflitto possa essere utilizzato come giustificazione da parte delle forze singalesi per uccidere quello stesso popolo. ”Noi non abbiamo altra opzione che continuare i nostri appelli alla comunità internazionale affinchè salvi il nostro popolo.”

Last Updated on Friday, 22 May 2009 16:48
 

Mercoledì 13 Maggio 2009: L'esercito srilankese attacca l'ospedale per la 3a volta in 5 giorni, oltre 100 le vittime

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I medici hanno riferito a TamilNet che, l'esercito srilankese (SLA) ha lanciato colpi d'artiglieria colpendo l'ospedale di fortuna a Mu'l'li-vaaykkaal East.
Più di 100 civili sono stati uccisi in questo attacco, nella lista figurano bambini, pazienti, volontari e medici. Un operatore della Croce Rossa Internazionale (ICRC), Myuran Sivagurunathan, è nella lista delle vittime. Son state distrutte alcune ambulanze, tra i feriti gravi figurano 40 bambini.
A causa degli intensi bombardamenti non è ancora stato possibile verificare il numero delle vittime nelle altre aree della "zona sicura" ma si stima che nelle ultime 24 ora abbiano perso la vita tra i 200 e i 500 civili.
L'ospedale è uno degli obiettivi principali dell'esercito srilankese, esso è stato infatti colpito per la terza volta in 5 giorni.
I medici han riferito che in questa zona ci sono più di 2.000 feriti gravi, la metà di essi deve esser operata urgentemente ma non ci sono medicinali. A causa dei continui attacchi il personale medico e i pazienti son continuamente costretti a cercare riparo nei rifugi.

Last Updated on Thursday, 14 May 2009 20:06
 


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