TamilAction

notizie in lingua italiana sulla guerra in Sri Lanka - Per informazioni: info@tamilaction.org

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
TamilAction

Ex portavoce dell'ONU: nel 2009 in Sri Lanka più di 40.000 civili tamil massacrati

E-mail Print PDF
Durante l'ultimo attacco sferrato dall'esercito dello Sri Lanka contro le Tigri Tamil nel 2009, si è consumato un massacro che conta più di 40.000 civili morti secono le stime di un resoconto, molto dettagliato nella descrizione degli eventi, rilasciato dal primo funzionario delle Nazioni Unite- afferma la stampa. Il portavoce ufficiale delle Nazioni Unite in Sri Lanka, Gordon Weiss, ha dato le dimissioni dopo 14 anni di servizio ed è ritoranto in Australia, dove è stato intervistato dal telegiornale dell'ABC. "Egli è ora libero di parlare apertamente riguardo la situazione in Sri Lanka e ha rilasciato le sue dichiarazioni molto francamente e risolutamente", afferma l'agenzia media.
 
"Circa 300.000 civili, a cui bisogna aggiungere i militi delle Tigri Tamil, sono stati intrappolati e relegati in un'area di territorio pari per estensione a Central Park in New York"- afferma Weiss.
"Erano alla portata di tutti gli armamenti,  piccoli e grandi, che sono stati adoperati per rompere le linee delle tigri Tamil...il risultato finale è stato che molte migliaia hanno perso le loro vite."
Gordon Weiss assicura che le sue informazioni provengono da fonti attendibili che erano presenti nell'area di combattimento e non da civili o militi Tamil.
"Il governo dello Sri Lanka ha rilasciato molte dichiarazioni che erano o volutamente fuorvianti o delle menzogne", dice Weiss al giornalista della ABC, Eric Campbell.
Weiss dice che dopo la fine della guerra un impiegato statale superiore ha apertamente ammesso che le autorità hanno deliberatamente sottostimato il numero di civili colpiti, in maniera tale da consentire al governo di continuare a coltivare il suo business e i suoi interessi. Dopo che il Governo dello Sri Lanka ha dichiarato vittoria contro LTTE nel Maggio 2009, il giornale inglese, The Times, ha chiuso un'ampia indagine sugli ultimi giorni dell'offensiva affermando che più di 20000 civili Tamil sono stati uccisi.
Sottolineando che non solo le Nazioni Uniti, ma anche molti Governi occidentali, pur essendo conoscenza del massacro dei civili Tamil perpetuato dall'esercito del Governo dello Sri Lanka, continuano a mantenere il silenzio per paura di infastidire il Governo dello Sri Lanka, il giornale The Times ha richiesto un intervento internazionale per prevenire ulteriori atrocità.
"Una collusione cosi scandalosa nel coprire una strage umana non deve passare incontestata. Se il Concilio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite si rifiuta di indagare su ciò che è successo, il mondo occidentale deve comunque farlo immediatamente", ha affermato il giornale in un editoriale.
"Il silenzio di coloro che hanno guadagnato e speculato sulle morte civili in Sri Lanka è scandaloso. Questi dovrebbe parlare almeno adesso per prevenire future stragi", accusa sempre l'editoriale.

 

Richiesta d’aiuto per la crisi umanitaria in Sri Lanka al parlamento italiano

E-mail Print PDF

6 febbraio 2009

All’attenzione di

Parlamento Italiano,

Commissione Esteri della Camera dei Deputati

Oggetto: richiesta d’aiuto per la crisi umanitaria in Sri Lanka

Last Updated on Friday, 06 March 2009 00:45 Read more...
 

Verdetto di Dublino: Lo Sri Lanka colpevole dei crimini di guerra

E-mail Print PDF
Il Tribunale permanente Dei Popoli (sede a Milano) nei giorni Giovedi 14 e Venerdi 15 ha condotto, presso il tribunale di Dublino, il processo per accusa di crimini di guerra nei confronti dello Sri Lanka.
Sabato 16 gennaio 2010, grazie ad evidenti e numerose prove e testimoni oculari, il Governo dello Sri Lanka è stato dichiarato: ”colpevole di crimini di guerra” e “colpevole di crimini contro l'umanità.”
Il tribunale ha anche concluso che per quanto riguarda l'accusa di genocidio sono necessari ulteriori investigazioni.
Tra i testimoni oculari vi sono anche parecchie persone fuggite nell’ultima settimana d’offensiva dello SriLanka dalle cosidette zone sicure,"No fire Zone", situate a Mullaitivu, dove più di 20.000 civili tamil sono stati massacrate dall' esercito srilankese (SLA) con armamenti pesanti.
 
Alle ore 14:00 a Dublino, il presidente del Tribunale dei Popoli, Francois Houtart, ha letto il verdetto preliminare e le conseguenze che ne sono derivate.
Il verdetto dichiara che:
 
·              Il governo dello Sri Lanka è colpevole di crimini di guerra.
·              Il governo dello Sri Lanka è colpevole di crimini contro l'umanità.
·              L'accusa di genocidio richiede ulteriori investigazioni.
·              La comunità internazionale, in particolare Il Regno Unito e gli Stati Uniti, sono responsabili della rottura del processo di pace.
 
Prove strazianti, incluso  spezzoni di video, che dimostrano l'uso di artiglieria pesante e munizioni a fosforo, e le continue violazioni dei diritti umani subiti dall’ attività dell’esercito sono stati sottoposti dai testimoni oculari ad una giuria composta da 10 giurati internazionali per più di due giorni.
 
I membri irlandesi della giuria erano Denis Halliday and Mary Lawlor.
 
Il tribunale irlandese per la Pace in Srilanka, ha accolto il verdetto preliminare del Tribunale Permanente dei Popoli.
Rispondendo ai punti del verdetto, il Tribunale ha  emanato le seguenti cinque richieste:
 
1. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka di poter permettere all'ONU di condurre indagini sui crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi tra l’esercito armato Srilankese e l’LTTE durante l'ultimo periodo di guerra e il dopoguerra.
 
2. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché rilascino tutti coloro che sono detenuti nei campi di concentramento e le circa 11.000 persone che sono trattenute segretamente in luoghi sconosciuti.
 
3. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché metta fine agli omicidi extragiudiziali, violenze sessuali e privazione di cibo e acqua usate come armi contro la popolazione civile.
 
4. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché termini la soppressione dei dissenzienti politici attraverso la violenza o altri mezzi.
 
5. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché renda effettivo in pieno i diritti umani per tutti i cittadini dello Srilanka, e affinchè trovi una soluzione politica che coinvolga una partecipazione piena della popolazione Tamil, mettendo così fine alle sistematiche storiche misure discriminatorie che il governo dello Srilanka ha operato contro l’etnia Tamil.
 
Il tribunale irlandese per la Pace in Sri Lanka afferma inoltre che la pace duratura e la stabilità possono essere raggiunte soltanto sulla base  di una piena giustizia ed di pieni diritti per tutti gli abitanti dell'isola.
Last Updated on Friday, 22 January 2010 00:43
 

Rajapaksa rieletto presidente, forti tensioni con l'opposizione

E-mail Print PDF
A poco più di una settimana dalle elezioni in Sri Lanka il presidente riconfermato Mahinda Rajapaksa ha pronunciato oggi il discorso per il 62° anniversario dell’indipendenza.

Nonostante i retorici impegni per il “pieno rispetto dei diritti dell’uomo” e per la tutela di della libertà di tutto il popolo “indipendentemente dalle differenze etniche, religiose o di opinioni politiche” la situazione in Sri Lanka resta gravissima per la minoranza Tamil e i sospetti di brogli elettorali portano ieri in piazza, secondo la BBC, 5.000 persone. L’arresto preventivo di 15 sostenitori del oppositore Sarath Fonseka, ex capo dell’esercito e esecutore materiale dei violenti attacchi militari del maggio scorso, ha inasprito il clima post-voto e lo stesso responsabile della commissione elettorale Dayananda Dissanayake ha dichiarato di non avere il potere di assicurare che simili ‘abusi’ non si ripetano nelle elezioni parlamentari” della prossima primavera. L’opposizione ha inoltre dichiarato di voler boicottare oggi le celebrazioni dell’indipendenza.

Mentre i principali giornali nazionali riportano con orgoglio le parole del presidente sulla  vittoria militare contro le “forze del terrore separatista” e il ringraziamento alle “eroiche truppe  e alle loro famiglie” che si sono sacrificate per “restaurare la democrazia nel nostro intero paese”, il rapporto di Human Right Watch uscito il 2 febbraio dichiara che il governo “ha pesantemente violato i diritti fondamentali dei detenuti” ancora rinchiusi in campi di concentramento nel nord e nell’est del paese che vengono chiamati “limbo legale”. Le accuse più pesanti, che fanno suonare vuote le parole di riconciliazione pronunciate dal capo di stato, sono di arresti illegali, sparizioni forzate e torture. Secondo il rapporto tra i sospettati ufficialmente di essere membri dell’LTTE ci sono anche più 550 bambini.

Il sito d’informazione Tamilnet.com, che avendo sede nella diaspora riesce a sfuggire alla pesante censura del governo di Colombo, ha riportato le frequenti violazioni nei confronti dei civili Tamil che tutt’ora proseguono in tutte le zone dove si è svolto il conflitto.

Il dramma Tamil è stato paradossalmente strumentalizzato in modo grottesco per tutta la campagna elettorale quando Rajapaksa e Fonseka si sono accusati reciprocamente di crimini di guerra per accattivarsi i voti della minoranza del nord. Una campagna elettorale inutile dal momento che nelle provincie settentrionali, molti Tamil si sono astenuti dal voto e  molti altri non hanno potuto votare per impossibilità di accesso alle zone di residenza (considerate ad alta sicurezza militare) o perché non sono state loro consegnate le schede elettorali.

Le elezioni che stanno svolgendo attualmente in tutta la diaspora Tamil saranno quindi un’occasione, se portate avanti in maniera democratica, di mostrare la volontà di partecipazione e rappresentazione politica di una comunità a cui in patria non viene concesso.
 
 
Le zone in blu sono i distretti dove ha vinto Rajapakse. La zone in verde sono le aree a maggioranza tamil dove Rajapakse ha perso.
I tamil chiedono l'indipendenza per la provincia del Nord e dell'Est.
Last Updated on Friday, 05 February 2010 15:24
 

Libertà di movimento per i profughi tamil: verità o promessa elettorale?

E-mail Print PDF

Il Ministro degli Esteri dello Sri Lanka Rohitha Bogollagama aveva proclamato alla televisione britannica la definitiva apertura dei campi di concentramento, ma le organizzazioni umanitarie sollevano dubbi su questa concessione fatta dal governo ai 130.000 civili tamil che si trovano ancora in questi campi. In realtà non si tratta di una vera e propria apertura dei campi, ma di una concessione temporanea per uscire dai campi per un massimo di 15 giorni, inoltre negli ultimi mesi molti civili che dovevano essere reinsediati sono stati portati in altri campi a controllo militare.

C’è un grande punto interrogativo su cosa intenda il governo per “libertà di movimento per i profughi”. Il timore è che si tratti di un gioco politico in vista delle prossime elezioni presidenziali di Gennaio con l’opposizione tra l’ex generale dell'esercito Fonseka e l’attuale presidente Rajapaksa.

Il Daily Telegraph aveva riferito che le richieste dei numerosi media, per visitare i campi del distretto di Vavuniyaa e per testimoniare l’annunciato rilascio dei migliaia di civili, erano state respinte. Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha affermato che gli era stato negato l’ accesso ai campi e non vi era stata alcuna concessione alle restrizioni, nonostante l’annuncio di Bogollagama. La dichiarazione di quest’ultimo è stata pubblicamente smentita dal Governo dello Sri Lanka, con la conferma del Ministro dei Diritti Umani Mahinda Samarasinghe che le restrizioni ai giornalisti di visitare gli sfollati nei campi non sono ancora stati estesi pur rifiutando di fornire una data precisa di quanto questo accadrà. Questo scenario non lascia tranquilli gli operatori umanitari e la società civile dell’isola che temono di veder ridotta la vicenda delle migliaia di profughi della guerra in una merce di scambio e in un tema da strumentalizzare durante la campagna elettorale.

In una conferenza stampa speciale tenutasi Lunedì 7 Dicembre, il governatore della Provincia Settentrionale, Maggiore Gen. Chandrasiri, ha confermato che 127.905 civili sono attualmente nel campo di internamento di Vavuniya.

Last Updated on Wednesday, 09 December 2009 10:49
 


Page 5 of 21

Sondaggio

Eri già a conoscenza della guerra in Sri Lanka?
 

Visitatori

Content View Hits : 187578