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notizie in lingua italiana sulla guerra in Sri Lanka - Per informazioni: info@tamilaction.org

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Campi di "assistenza" come i campi di concentramento nazisti

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Pacchi di cibo sono stati lanciati alle persone dopo averle fatte correre come cani, e due bambini sono stati uccisi nel tumulto del campo circondato con filo spinato presso Menik Farm, a Vavuniyaa. Lunedì un bambino di 12 anni e Martedì un bambino di 7 anni sono stati uccisi nel tumulto, hanno riferito i media di Vavuniya. Nel frattempo, all'incirca 300 giovani Tamil, Martedì, sono stati prelevati, tra le proteste dei famigliari, con forza dall'esercito dello Sri Lanka dai diversi campi.
Recentemente, 60 persone sono decedute nei campi a causa di malattie. Un totale di 154.368 civili di Vanni sono prigionieri dell'esercito dello Sri Lanka da Mercoledì e tra cui 90.181 sono stati fatti prigionieri dopo il 20 aprile.
Si teme che almeno 300 giovani siano stati arrestati Giovedì dai 24 campi. Gli ufficiali dell'esercito srilankese hanno garantito di essere responsabili per la si$curezza degli arrestati. Nel frattempo, alcuni di questi giovani, sospettati di avere collegamenti con le LTTE, sono stati portati in un campo separato che si trova in un edificio scolastico. A questi sono stati dati uniformi da prigione, hanno riferito fonti militari anonime. Nel frattempo, l'esercito srilankese ha annunciato nei campi che tutti coloro che avevano lavorato in vari settori per l'amministrazione civile del Tamileelam, si sarebbero dovuti presentare ad una registrazione separata.
Gli anziani stanno soffrendo, malgrado gli annunci che i civili al di sopra dei 60 anni sarebbero potuti andare fuori dai campi per stare con i loro parenti, purchè quest'ultimi avrebbero preso le responsabilità. Ma questo è applicabile solo a coloro che hanno parenti a Vavuniya. Gli altri anziani si trovano in una condizione di indigenza. Uno di loro è morto Mercoledì per insolazione. Finora nessuna assistenza dal Governo srilankese è giunta agli sfollati. Qualsiasi provvedimento è giunto solamente dalle organizzazioni internazionali ed estere. Inoltre, l'esercito srilankese si sta prendendo gioco dei sentimenti dei Tamil residenti a Vavuniya che stanno supplicando per cibo e vestiario. Si è recentemente provvisto ad alcune tende, ma una tenda in cui possono starci al massimo 5 persone ospita persino da 7 a 20 persone. Le condizioni sanitarie sono il problema peggiore, a causa dell'assenza dei servizi igenici idonei. Le donne devono usare fazzolettini di carta, provenienti dai pacchetti di cibo, come assorbenti igienici. Tutti civili catturati durante l'ultima settimana sono giunti oltre Oamanthai, hanno riferito Mercoledì degli ufficiali.
Mercoledì gli ufficiali del distretto di Vavuniya hanno dichiarato che nei loro campi ci sono 143.221 civili appartenenti a 32.734 famiglie.
Prima del 17 Aprile 58.412 componenti di 18.135 famiglie sono stati registrati presso i campi di Vavuniya. I rimanenti sono giunti durante l'ultima
settimana. 11.147 componenti di 3698 famiglie di Vanni sono stati registrati da Mercoledì nei campi della penisola di Jaffna. 5775 componenti di 1907 famiglie sono in quei campi da due settimane.
Dal 20 Aprile 90.181 civili sono stati catturati dall'esercito dello SriLanka.
Fonti affidabili riferiscono che all'incirca i 120.000 civili rimanenti si trovino nelle così dette zone sicure sotto il controllo delle Tigri Tamil (LTTE). Colombo e New Delhi hanno ben presto affermato della presenza di solamente 70.000 civili all'interno delle zone sicure. Mahinda Rajapaksa ha riferito che solamente 5.000 - 15.000 civili rimangono nelle zone sicure. Le cifre di Colombo sono finalizzate per ingannare la preoccupazione internazionale sulla gravità della situazione e per ridurre rifornimenti alimentari per sfamare i civili, secondo degli attenti osservatori.

Last Updated on Monday, 04 April 2011 17:27
 

Giornata contro i crimini di guerra

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Il 18 maggio per la diaspora tamil di tutto il mondo è una data importante, una data che rimarrà vivida nei ricordi di tutti per la violenza , la crudeltà , l’ingiustizia che i tamil hanno subito. Infatti quest’anno  il 18 maggio 2010, i tamil di tutto il mondo, commemoreranno il primo anniversario del genocidio del popolo tamil ad opera del Governo srilankese in cui persero vita oltre 40.000 civili. Questa data è stata scelta dai tamil a livello internazionale come la giornata contro i crimini di guerra e contro il genocidio.

 Il Governo dello Sri Lanka ha continuato in modo imperterrito a sopprimere militarmente per intere generazioni “ la richiesta  di indipendenza” del popolo tamil, sterminando così con armamenti pesanti  vietati dalla convenzione di Ginevra,  migliaia di donne e bambini, e  l’apice di questa tragedia si conclude con il fatto che i civili tamil  vengono  privati di cibo, medicinali e assistenza medica.  Questo atteggiamento del Governo non ha suscitato l’interesse della Comunità Internazionale che ha fallito nel proteggere i diritti umani basilari dei civili tamil.

A distanza di un anno dalla dichiarazione di vittoria militare del presidente dello Sri Lanka, Rajapakse, la situazione dei civili tamil non è migliorata: decine di migliaia sono ancora rinchiusi nei campi di concentramento,  migliaia sono gli scomparsi, e centinaia di migliaia vivono in zone ad alto controllo militare.

Aderiamo alla Marcia per la Pace Perugia-Assisi, che si terrà domenica 16 Maggio 2010, poiché riteniamo che la pace, la giustizia e i diritti umani devono essere assicurati a tutti i popoli del mondo.

Aderiamo a “T’illumino di +” facendo un appello per dare voce alla tragedia invisibile del popolo tamil in Sri Lanka.

Last Updated on Thursday, 02 December 2010 15:10
 

Domenica 21 Marzo 2010 i tamil in italia hanno votato a favore dell'autodeterminazione ed eletto il proprio consiglio, affluenza del 75%

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Dopo la Norvegia, la Francia, il Canada, la Germania, la Svizzera, l'Olanda, la Gran Bretagna e la Danimarca, domenica scorsa, 21 marzo, anche in Italia la comunità della diaspora tamil dello Sri Lanka è andata a votare per eleggere un proprio organo di rappresentanza nazionale e per riaffermare la propria volontà di proseguire, con mezzi pacifici, la propria lotta per l'autodeterminazione.
 

Dal maggio 2009, nonostante il governo dello Sri Lanka abbia dichiarato la fine della guerra civile con le Tigri tamil (Ltte) iniziata nel 1983 - che secondo l'ex portavoce dell'Onu, Gordon Weiss, ha provocato almeno 40 mila morti tra i civili tamil - l'occupazione militari delle regioni tamil non sono terminate e decine di migliaia di civili si trovano ancora nei campi di internamento, senza alcun rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Perciò i tamil della diaspora, gli unici che possono esprimere liberamente le aspirazioni del popolo tamil, hanno avviato un processo democratico, unitario e non violento per far valere i propri diritti.

Domenica sono stati allestiti sedici seggi elettorali nelle diverse regioni del territorio italiano, dove si son recati a votare 3.680 elettori, circa il 75 per cento degli aventi diritto.
Prima delle aperture dei seggi, si è tenuto un minuto di silenzio per ricordare le vittime civili e i caduti tamil.
Si eleggeva il Consiglio tamil in Italia per rappresentare ufficialmente la nostra comunità nei rapporti con le istituzioni e la società italiana.

Oltre a votare per i propri rappresentanti, la consultazione elettorale ha permesso agli elettori di esprimere il loro parere, favorevole o contrario, sulla risoluzione del 1976 (risoluzione Vaddukodai) che richiede, come unica soluzione alle discriminazioni subite dai tamil, il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione e la creazione di uno Stato indipendente e sovrano (il Tamil Eelam) nei territori del nord ed est dell'isola dello Sri Lanka, sulla base del fatto che le persone di lingua madre tamil nell'isola dello Sri Lanka formano una nazione distinta, hanno una patria storica e hanno il diritto all'autodeterminazione. Il 98,8 per cento degli elettori ha votato favorevolmente alla risoluzione di Vaddukodai.

I cittadini tamil si son recati ai seggi con grande entusiasmo, molti hanno percorso decine di chilometri per poter esprimere il proprio voto. Per molti di loro era la prima volta alle urne: in Sri Lanka erano stati impossibilitati a votare e in Italia servono 15 anni di residenza per ottenere la cittadinanza e acquisire il diritto al voto. La forte affluenza è un risultato molto importante, tenendo conto delle forti pressioni del governo di Colombo contro queste elezioni. Inoltre è stata una forte risposta da parte della comunità alle accuse di terrorismo dimostrando di essere in grado di avviare un processo democratico ed unitario.

Da sottolineare l'importanza della forte partecipazione della seconda generazione. La più votata nella lista nazionale è stata Sinthuja Nagendram, 21enne nata a Reggio Emilia e studentessa alla Facoltà di Giurisprudenza di Bologna. Molti giovani figurano insieme a lei nella lista dei cinque eletti a livello nazionale e dei quindici eletti a livello regionale.

Le elezioni sono state monitorate da Cocis, coordinamento di Ong di cooperazione internazionale, che lavora per favorire i processi di pace e giustizia fra popoli. La presenza dei membri del Cocis, e di volontari di diverse associazioni a livello locale, ha garantito il corretto e trasparente svolgimento del voto.
In un comunicato pubblicato sul suo sito, il Cocis ha dichiarato di aver verificato l'effettiva regolarità, libertà e segretezza del voto, certificandone di conseguenza, i risultati.
 
Last Updated on Tuesday, 30 March 2010 08:18
 

Testimoni oculari riportano esperienze orribili all’ospedale di fortuna

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“Quello che sta succedendo qua è un qualcosa che non ha precedenti nel mondo”, dice Theyvendran, un operatore umanitario, che sta attendendo l'ammissione dei civili gravemente feriti, trasportati all'ospedale di fortuna in Puthumaaththa'lan, nella cosidetta "zona di sicurezza", da 48 giorni. Mercoledì 1 Aprile 2009, condividendo alcune delle sue terrificanti esperienze con il corrispondente di TamilNet in Vanni, il signor Theyvendran fornisce la sua personale testimonianza sui macabri effetti della carneficina operata dagli attacchi delle forze del Governo dello Sri Lanka contro i civili nel mezzo del dilagare della fame e chiede: "Come può il mondo esterno continuare a guardare queste cose? Vogliono veramente che il popolo Tamil venga completamente distrutto?"
Riportiamo di seguito il resto dell'intervista al Sig. Theyvendran, un operatore umanitario dell'Organizzazione per la Riabilitazione di Tamil (TRO), la principale organizzazione che serve i civili tamil poiché il Governo dello Sri Lanka ha espulso le NGO internazionali dalla regione di Vanni, sta lavorando nell'ospedale di fortuna da 48 giorni insieme ai volontari locali della Croce Rossa.

Last Updated on Sunday, 05 April 2009 15:47 Read more...
 

Domenica 21 Marzo 2010 si terranno le elezioni dei membri del consiglio dei tamil in Italia e il referendum sull'autodeterminazione.

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Domenica 21 Marzo 2010 si svolgeranno in tutta Italia le consultazioni elettorali dei cittadini di madrelingua Tamil, originari dello Sri Lanka e residenti in Italia.
Con la fine dell'epoca coloniale, nel 1948, i tamil si son trovati sotto la sovranità dello Stato dello Sri Lanka (ex Ceylon) con la maggioranza cingalese al potere. Tutte le richieste democratiche e pacifiche per un’uguaglianza dei diritti fatte dai politici tamil, per oltre 30 anni, non sono state accettate dal governo srilankese che ha sempre effettuato una repressione violenta. Dal 1983 l’esercito srilankese ha portato avanti una guerra genocida nei confronti del popolo tamil per sopprimerne ogni aspirazione politica eliminandone storia e cultura. Dal Maggio 2009 nonostante il governo dello Sri Lanka abbia dichiarato la fine del conflitto l'occupazione militare delle aree tamil non è finita e decine di migliaia di civili si trovano nei campi di internamento. In questo paese non esiste il rispetto dei diritti umani, della libertà di stampa, e i tamil non possono esprimere liberamente le loro idee politiche.
I tamil della diaspora, gli unici che possono esprimere le aspirazioni del popolo tamil, hanno avviato un processo democratico, unitario e non violento per far valere i propri diritti.
Si terranno pertanto le elezioni per la costituzione del Consiglio dei Tamil in Italia per rappresentare ufficialmente la comunità tamil nei rapporti con le istituzioni e la società italiana. Il consiglio sarà formato da 20 membri, dei quali 15 eletti da 7 circoscrizioni elettorali e 5 eletti a livello nazionale.
I politici tamil han rivendicato nel 1976, come unica soluzione alle discriminazioni subite dal popolo tamil, il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione e la creazione di uno stato indipendente e sovrano, il Tamil Eelam, nel Nord ed Est dell'isola dello Sri Lanka, patria tradizionale del popolo tamil (Risoluzione di Vaddukodai).
Questa risoluzione è stata appoggiata dalla maggioranza assoluta dei cittadini tamil in Sri Lanka nelle elezioni parlamentari del 1977. Per questo motivo nella prossima consultazione elettorale gli elettori potranno esprimere il loro parere favorevole o contrario a questa risoluzione.
Testo del Referendum: "Ambisco alla formazione dello stato del Tamil Eelam, indipendente e sovrano, nei territori contigui del nord ed est dell'isola dello Sri Lanka, sulla base del fatto che le persone di lingua madre tamil nell'isola dello Sri Lanka formano una nazione distinta, hanno una patria storica e hanno il diritto all'autodeterminazione."
La nazione del Tamil Eelam viene presentata come: secolare, Repubblica democratica liberale, basata sulla partecipazione del popolo nelle attività politiche, di visione egualitaria, sostenitrice dello Stato di diritto, garante delle libertà di cui si gode nelle democrazie liberali. 
Questa risoluzione è stata votata in molti paesi europei e in Canada, su un totale di 195.869 elettori il 99.7% ha espresso parere favorevole (http://en.wikipedia.org/wiki/Tamil_Eelam_independence_referenda)
In Italia, si stima che ci siano 5.000 tamil originari dello Sri Lanka aventi diritto al voto. Sono stati predisposti 16 seggi che saranno aperti Domenica 21 Marzo dalle ore 9,30 alle 19,00. Il sito ufficiale è www.elezionitamil.it.
Le elezioni saranno monitorate a livello nazionale da COCIS, coordinamento di ONG di cooperazione internazionale, che lavora per favorire i processi di pace e giustizia fra popoli.
Last Updated on Friday, 19 March 2010 23:09
 


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