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In Sri Lanka 500.000 civili sotto assedio

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La guerra in Sri Lanka ha attualmente raggiunto una delle fasi più brutali degli ultimi 26 anni.
Nel Gennaio 2008 il Governo dello Sri Lanka si è ritirato unilateralmente dal cessate il fuoco del 2002 riprendendo l'offensiva militare in maniera intensiva contro le Tigri per la liberazione del Tamil Eelam.
Nel settembre 2008 il Governo dello Sri Lanka ha espulso tutte le organizzazioni umanitarie dalla regione controllata dai tamil, imponendo severe restrizioni sull'invio degli aiuti umanitari ai civili. Sia Human Rights Watch che Amnesty International hanno condannato il Governo dello Sri Lanka per queste gravi violazioni, invitandolo a permettere alle organizzazioni umanitarie di soccorrere i civili sofferenti, ma nessun provvedimento è stato preso. Inoltre l'accesso ai giornalisti in queste zone non è consentito in modo da coprire i propri crimini contro l'umanità.
Attualmente circa 500.000 civili sono bloccati in un'area di circa 400 Km² a causa delle offensive militari del Governo dello Sri Lanka. Gli oltre 350.000 sfollati da mesi son costretti a scappare a causa dell'avanzamento dei militari e dei loro incessanti attacchi, sono alla continua ricerca di un luogo sicuro per poter sopravvivere.

L'8 Gennaio 2009 è stato ucciso il capo redattore del "Sunday Leader", colpevole di aver criticato la scelta del Governo di ricorrere alla soluzione militare per sopprimere le rivendicazioni della minoranza tamil. Negli ultimi 3 anni sono 13 i giornalisti uccisi, 4 i parlamentari tamil uccisi e centinaia gli omicidi extragiudiziari.

Lo Sri Lanka continua ad usare armamenti proibiti come le bombe a frammentazione (Cluster Bombs), colpendo spesso campi profughi ed infrastrutture come scuole, ospedali, templi e chiese. Solo negli ultimi 3 giorni son stati uccisi 70 civili e oltre 200 son rimasti feriti, in gran parte bambini.

La mattina del Giovedì 22 Gennaio l'artiglieria dell'esercito dello Sri Lanka ha colpito ripetutamente l'unità chirurgica e di terapia intensiva dell'ospedale di Mullaitivu, nonostante la Croce Rossa (ICRC) in costante contatto coi comandi militari ne abbia fornito le coordinate esatte. La struttura ospedaliera è completamente inutilizzabile, il bilancio è di 5 morti e 15 feriti.
Riportiamo le parole del corrispondente di TamilNet da Puthukkudiyiruppu di Domenica scorsa:
"Non ci son parole per descrivere la triste condizione dei civili che affermano di voler morire sul colpo piuttosto che soccombere per le gravi ferite o finire nelle mani dell'esercito invasore dello Sri Lanka, accusato da molti di effettuare un vero e proprio Genocidio. Infatti nelle zone occupate dai militari giovani uomini e donne sono "filtrati" via, torturati o uccisi.
Genocide Prevention Project ha inserito lo Sri Lanka in una lista di 8 paesi ad allarme rosso, infatti le azioni del Governo dello Sri Lanka costituiscono le componenti per il Genocidio perfetto: distruzione della cultura, manipolazione della verità storica , uso di cibo e medicinali come armamenti di guerra, eliminazione fisica degli individui, il tutto nel silenzio dell'opinione pubblica mondiale.
Secondo la rivista TIME questa guerra è la terza notizia per ordine di importanza del 2008 trascurata dai media, infatti è stata più distruttiva di quella in Afganistan.
Nonostante la disperata condizione in Sri Lanka l'attenzione della comunità internazionale sulla situazione dei civili è carente.
Il popolo tamil non persegue nessun tipo di fondamentalismo religioso od odio razziale ma chiede solo di poter scegliere il proprio destino, di aver riconosciuto il proprio diritto all'autodeterminazione e i propri diritti fondamentali.
Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha espresso forte preoccupazione per questa situazione. Chiediamo alla Comunità Internazionale di seguire il suo esempio e di persuadere il Governo dello Sri Lanka ad accettare un cessate il fuoco immediato per evitare un'ulteriore carneficina di vite umane, per permettere agli operatori umanitari di aiutare la popolazione in difficoltà, per permettere ai giornalisti di riportare la reale situazione e per ottenere una soluzione politica e non militare al problema.
Last Updated on Saturday, 28 February 2009 23:53
 


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