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notizie in lingua italiana sulla guerra in Sri Lanka - Per informazioni: info@tamilaction.org

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Aiutateci a fermare il genocidio in Sri Lanka

L'esercito dello Sri Lanka nega l'accesso alle organizzazioni umanitarie ai campi di detenzione per profughi

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Il personale dell'esercito dello Sri Lanka che sorveglia i campi di detenzione per i civili che son scappati dalle zone di combattimento non hanno permesso l'accesso ai membri di Human Rights Commission ed altre organizzazioni umanitarie indipendenti.

Tutti i civili tamil che fuggono dalle zone di combattimento vengono imprigionati in questi campi che il Governo dello Sri Lanka chiama "campi di assistenza", ma secondo le organizzazioni umanitarie son veri e propri campi di detenzione, dove bambini, donne ed anziani vengono trattati come dei criminali.

Le organizzazioni umanitarie sono fortemente interessate ad assistere i civili e a verificare le loro condizioni, si stima che oltre 40.000 civili siano detenuti nei diversi campi di assistenza.

Numerosi sono i casi di sparizione, e i casi di violenza sessuale da parte dei militari cingalesi sulle donne tamil detenute, ma nessuno può denunciare questi fatti, se non pagando con la propria vita.

Nei 2 campi di Jaffna vengono detenuti 707 civili, ad essi non è permesso di uscire dal campo, e i parenti non possono incontrarli e nemmeno consegnarli alimenti. Son state fatte richieste per liberare i civili con un età superiore ai 60 anni, ma son state respinte.

 

40.000 tamil protestano in Europa davanti alle sedi dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite per fermare il genocidio

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Lunedì più di 25.000 tamil, soprattutto giovani, sono scesi sulle strade di Bruxelles, ed oltre 10.00 a Ginevra chiedendo all’Unione Europea e alle Nazioni Unite di:

   1. Provvedere immediatamente all’accesso libero di rifornimenti di cibo e medicinali per i civili tamil assediati dai militari cingalesi;
   2. Porre immediatamente fine all’occupazione dell’esercito dello Sri Lanka nelle aree Tamil;
   3. Riconoscere l’autodeterminazione del popolo Tamil;

La crisi umanitaria a Vanni, regione dello Sri Lanka del Nord, ha raggiunto livelli catastrofici e intollerabili. Il Governo dello Sri Lanka ha scatenato un massiccio conflitto armato  portando a rischiare la vita di 250.000 innocenti civili tamil. Quotidianamente, innocenti Tamil vengono uccisi a causa degli indiscriminati bombardamenti aerei e d’artiglieria e continuano a far fronte alla morte e alle gravi ferite. Le "zone di sicurezza", ospedali, scuole, templi, chiese, e altre istituzioni civili vengono continuamente bombardamenti con bombe a grappolo e con altre munizioni illegali.

Gli organizzatori hanno incolpato la sconsiderata politica dell’Unione Europea per aver posto il bando sulle LTTE che ha portato alla rottura dell’equilibrio diplomatico tra i partiti politici, causando la guerra di aggressione contro i tamil  per opera del Governo dello Sri Lanka.

L’organizzazione dei Giovani Tamil (Tamil Youth Organisation - TYO) proveniente da tutta Europa ha organizzato la manifestazione a Bruxelles. Il TYO ha ottenuto un permesso per consegnare una petizione indirizzata al Presidente dell’Unione Europea il 20 Marzo. Gli striscioni e cartelloni portati dai manifestanti mostravano i seguenti slogan accanto a immagini del leader delle Tigri per la liberazione del Tamil Eelam (LTTE), V.Pirapaharan:

    * Stop al genocidio dei Tamil in Sri Lanka
    * Le Tigri per la Liberazione sono i difensori della nostra libertà
    * Noi vogliamo il Tamil Eelam
    * Si tolga il bando sulle Tigri per la Liberazione
    * Pirapaharan è il nostro leader nazionale

Altre manifestazione di protesta, chiamate “Battaglie per i Diritti” dalla diaspora, si son tenute di fronte all’ufficio dell’ONU negli USA e in Canada dove circa 120.000 persone si sono raccolte a Toronto formando una catena umana per protesta.

 

 

 

La "zona di sicurezza" sotto attacco: uccise 137 persone in 3 giorni, ferito un operatore della Croce Rossa

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Dalla notte di Sabato (14 Marzo) fino a Martedì (17 Marzo) 137 persone hanno perso la vita e più di 200 sono state ferite dai bombardamenti e dai colpi d’arma di fuoco dell'esercito dello Sri Lanka all'interno della "zona di sicurezza" di Vanni. Almeno 18 di loro sono morti a causa dei colpi di arma di fuoco a lungo raggio che sono stati lanciati dall’esercito dello Sri Lanka, che sta attaccando soprattutto la zona civile. Nel frattempo, martedì, all’incirca 50 bombe sono state lanciate dall'aeronautica dello Sri Lanka (SLAF) sui confini della "zona di sicurezza" causando enorme panico fra i civili.

Uno dei 12 bambini feriti nella giornata di Lunedì
Uno dei 12 bambini feriti nella giornata di Lunedì dagli attacchi dell'esercito cingalese.

 

 

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2009 sul deterioramento della situazione umanitaria in Sri Lanka

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Il Parlamento europeo ,

–   visti gli articoli 91 e 90, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.   considerando che un numero stimato di 170 000 civili si trova in una situazione di emergenza, intrappolato in una zona di combattimento tra l'esercito cingalese e le Tigri per la liberazione del Tamil Eelam (LTTE), senza accesso agli aiuti più basilari,

B.   considerando che dalla fine di gennaio 2009 le agenzie ONU hanno documentato più di 2 300 decessi di civili e almeno 6 500 ferimenti,

1.   chiede un cessate il fuoco temporaneo immediato da parte dell'esercito cingalese e del LTTE, onde consentire alla popolazione civile di abbandonare le zone di combattimento; condanna tutti gli atti di violenza e di intimidazione, che stanno impedendo ai civili di lasciare l'area di conflitto;

2.   condanna gli attacchi contro i civili quali documentati dal Gruppo di crisi internazionali (International Crisis Group);

3.   invita entrambe le parti a rispettare il diritto umanitario internazionale e a proteggere e assistere la popolazione civile nella zona di combattimento e nella zona sicura;

4.   esprime preoccupazione circa le informazioni riportate relativamente al grave sovraffollamento e alle difficili condizioni nei campi profughi istituiti dal governo dello Sri Lanka;

5.   chiede che alle organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali e ai giornalisti sia garantito l'accesso pieno e senza restrizioni alla zona di combattimento e ai campi profughi;

6.   chiede al governo dello Sri Lanka di cooperare con i paesi e le organizzazioni d'assistenza che hanno la volontà e la capacità di evacuare i civili;

7.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e al governo dello Sri Lanka, al Segretario generale delle Nazioni Unite e, per conoscenza, alla Commissione.

 Giovedì 12 marzo 2009 - Strasburgo

 

 

I medici della diaspora tamil richiedono di poter aiutare i civili

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«La diaspora Tamil in Gran Bretagna sta organizzando una missione umanitaria per portare cibo e medicinali alla popolazione di Vanni, tradita dalla coscienza della Comunità Internazionale» ha comunicato il Dr. V. Arudkumar da Londra, nella giornata di Martedì. Si prevede che questa missione vedrà la partecipazione di figure umanitarie prominenti. La spedizione sarà sostenuta e guidata da esponenti della diaspora Tamil esercitanti professione nel campo medico.

«Politici ed esperti legali sono già impegnati in disposizioni per la realizzazione della missione», riferisce il Dr. Arudkumar, e continua dicendo: «Ulteriori dettagli sulla missione saranno rilasciati alla fine di questa settimana». Questa mossa della Diaspora Tamil in Gran Bretagna è una conseguenza al fatto che le forti piogge e i mini-cicloni hanno distrutto le tende dei sfollati lasciando più di 20.000 famiglie allo sbaraglio senza rifugio. Bombardamenti e attacchi indiscriminati da parte dell’esercito dello Sri Lanka, con l’uso di armi messe al bando a livello internazionale (quali le bombe a grappolo e bombe incendiarie), continuano a bersagliare le abitazioni civili nelle “zone di sicurezza”. Un membro delle Croce Rossa è stato ucciso la settimana scorsa nella zone civile. Questo Martedì, un altro operatore umanitario è stato ferito. I dettagli devono essere ancora definiti. La necessità di assistenza ed offerte di servizi di volontariato erano già state riportate dai dottori norvegesi e australiani che erano stati cacciati via (diasporora medici tamil).

La diaspora Tamil sta seriamente considerando di effettuare una missione umanitaria, mentre lo Sri Lanka sta ancora decidendo se offrire il passaggio sicuro, richiesto dalle organizzazioni di carità, presenti in Australia e in Norvegia, grazie all'aiuto dei loro ministri degli esteri , dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dalla Croce Rossa per facilitare un passaggio sicuro per la squadra di dottori e gli approvigionamenti a Vanni.
Il Dott. Panchakulasingam Kandiah, dell'Università ospedaliera di Bergen (Norvegia), ha riferito il 27 Febbraio che la squadra medica dei "Norwegian Tamils Health Organisation (NTHO)", era preparata per lavorare nella "zona di sicurezza", senza alcun tipo di assicurazione dal governo srilankese. In una conferenza stampa ai media norvegesi, in Oslo, ha riferito che, "Comunque, il NTHO richiede, le necessarie garanzie per il passaggio sicuro attraverso Colombo, e il permesso dal governo per arrivare nella zone di conflitto con l'aiuto delle scorte della Croce Rossa". L'ultima mossa effettuata dell'Inghilterra, è un grande sforzo umanitario, ha riferito il Dott. Arudkumar. "Manderemo un appello aperto a tutti gli interessati, ma noi ci prepareremo con la nostra missione il più presto possibile". Tutti i giudizi necessari e le precauzioni umanitarie saranno prese in considerazione, aggiungendo inoltre che una squadra di esperti sta già trattando con le misure necessarie da prendere.

 

Mercoledì i bombardamenti dello Sri Lanka uccidono 82 civili nella "zona di sicurezza"

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Mercoledì, il sovraintendente medico di Mullaithteheevu V. Shanmugarajah ha cercato di scappare dalle bombe del Multi Barrel Rocket Launcher (MBRL) Sri Lankese che ha colpito Mu'l'livaaykkaal all’interno della “zona di sicurezza”. A causa di un'arma da fuoco da lunga distanza vicino alle acque interne di Maaththa'lan, ha perso la vita un bambino di  7 anni. Nel complesso 82 civili sono stati uccisi e più di 130 sono stati feriti.

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