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L'esercito dello Sri Lanka nega l'accesso alle organizzazioni umanitarie ai campi di detenzione per profughi

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Il personale dell'esercito dello Sri Lanka che sorveglia i campi di detenzione per i civili che son scappati dalle zone di combattimento non hanno permesso l'accesso ai membri di Human Rights Commission ed altre organizzazioni umanitarie indipendenti.

Tutti i civili tamil che fuggono dalle zone di combattimento vengono imprigionati in questi campi che il Governo dello Sri Lanka chiama "campi di assistenza", ma secondo le organizzazioni umanitarie son veri e propri campi di detenzione, dove bambini, donne ed anziani vengono trattati come dei criminali.

Le organizzazioni umanitarie sono fortemente interessate ad assistere i civili e a verificare le loro condizioni, si stima che oltre 40.000 civili siano detenuti nei diversi campi di assistenza.

Numerosi sono i casi di sparizione, e i casi di violenza sessuale da parte dei militari cingalesi sulle donne tamil detenute, ma nessuno può denunciare questi fatti, se non pagando con la propria vita.

Nei 2 campi di Jaffna vengono detenuti 707 civili, ad essi non è permesso di uscire dal campo, e i parenti non possono incontrarli e nemmeno consegnarli alimenti. Son state fatte richieste per liberare i civili con un età superiore ai 60 anni, ma son state respinte.

 

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