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Libertà di movimento per i profughi tamil: verità o promessa elettorale?

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Il Ministro degli Esteri dello Sri Lanka Rohitha Bogollagama aveva proclamato alla televisione britannica la definitiva apertura dei campi di concentramento, ma le organizzazioni umanitarie sollevano dubbi su questa concessione fatta dal governo ai 130.000 civili tamil che si trovano ancora in questi campi. In realtà non si tratta di una vera e propria apertura dei campi, ma di una concessione temporanea per uscire dai campi per un massimo di 15 giorni, inoltre negli ultimi mesi molti civili che dovevano essere reinsediati sono stati portati in altri campi a controllo militare.

C’è un grande punto interrogativo su cosa intenda il governo per “libertà di movimento per i profughi”. Il timore è che si tratti di un gioco politico in vista delle prossime elezioni presidenziali di Gennaio con l’opposizione tra l’ex generale dell'esercito Fonseka e l’attuale presidente Rajapaksa.

Il Daily Telegraph aveva riferito che le richieste dei numerosi media, per visitare i campi del distretto di Vavuniyaa e per testimoniare l’annunciato rilascio dei migliaia di civili, erano state respinte. Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha affermato che gli era stato negato l’ accesso ai campi e non vi era stata alcuna concessione alle restrizioni, nonostante l’annuncio di Bogollagama. La dichiarazione di quest’ultimo è stata pubblicamente smentita dal Governo dello Sri Lanka, con la conferma del Ministro dei Diritti Umani Mahinda Samarasinghe che le restrizioni ai giornalisti di visitare gli sfollati nei campi non sono ancora stati estesi pur rifiutando di fornire una data precisa di quanto questo accadrà. Questo scenario non lascia tranquilli gli operatori umanitari e la società civile dell’isola che temono di veder ridotta la vicenda delle migliaia di profughi della guerra in una merce di scambio e in un tema da strumentalizzare durante la campagna elettorale.

In una conferenza stampa speciale tenutasi Lunedì 7 Dicembre, il governatore della Provincia Settentrionale, Maggiore Gen. Chandrasiri, ha confermato che 127.905 civili sono attualmente nel campo di internamento di Vavuniya.

Last Updated on Wednesday, 09 December 2009 10:49
 

Continuano incessantemente le sparizioni dei giovani tamil ad opera dell’esercito srilankese

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Notizie riportate da TamilNet provenienti dal campo di internamento di Vavuniya denunciano che molti ragazzi e ragazze tamil, inclusi gli adolescenti, che erano stati internati in queste strutture vengono di volta in volta chiamati per nome attraverso un sistema di segnalazione operata da ufficiali dell’intelligence dell’esercito srilankese e portati verso destinazioni ignote. È così che il 21 Novembre 10 ragazzi sono stati rapiti, e ancora il 27 novembre circa 30 giovani, incluse ragazze, sono state portate  via con veicoli dell’esercito srilankese dalla zona 0 IDP del campo di internamento a Cheddikulam e da quel momento le famiglie hanno perso ogni loro traccia.
 
Rapimenti sistematici extra-giudiziari e sparizioni di giovani tamil che sono sopravissuti alla guerra genocida avvenuta nella regione del Vanni e che sono stati internati in campi sono all’ordine del giorno da Maggio come riporta un operatore umanitario anonimo. Egli sostiene inoltre che questo comportamento ridicolizza molto la grande preoccupazione mostrata dalla Comunità Internazionale e dai Media per i giovani tamil internati nei campi che prima di Maggio erano nei territori controllati dalle Tigri Tamil.  

Numerose organizzazioni e operatori umanitari denunciano il forte coinvolgimento dell’esercito srilankese in omicidi sistematici, nelle richieste di riscatti, nell’uso dei lavori forzati ed abusi sessuali nei confronti dei giovani tamil. Gli operatori umanitari  hanno sfidato la comunità internazionale a dimostrare la loro credibilità prendendo provvedimenti sulla base delle evidenze e testimonianze da essi forniti contro l’esercito srilankese.
 

Il ministro britannico Mike Foster esprime forte preoccupazione per la condizione dei civili internati nei campi

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Mike Foster, ministro dello sviluppo internazionale britannico, dopo aver visitato il campo di internamento Manik Farm, dove lo Sri Lanka detiene più di 250.000 civili tamil, ha riportato ai giornalisti la terribile situazione commentando che i civili avrebbero un bisogno terribile di essere autorizzati ad uscire dai campi di internamento a causa dell'avvicinarsi delle alluvioni monsoniche.

Il giornale britannico Guardian ha riportato il commento del ministro Foster: “Anche se le condizioni sono migliorate, le tende si stanno essenzialmente disintegrando. Con i monsoni avremo del vero e proprio liquame che galleggerà tutto intorno, attraverso il quale si diffonderanno ulteriori malattie infettive.

La BBC dopo mesi di attesa è stata autorizzata all'accesso al campo col ministro Foster, e i miseri 5 minuti  concessi per la  conversazione con gli abitanti del campo sono stati scoinvolgenti: “Iniziando a parlarci attraverso il finestrino della macchina, le donne, una dopo l'altra, riferivano racconti di disperazione in lingua Tamil.”

Inoltre la rivista Times  ha riferito che il ministro Foster ha espresso forte preoccupazione per i monsoni in arrivo questo mese, le tende già sfilacciate dopo sei mesi d'uso saranno quasi certamente distrutte, inoltre i sistemi fognari rudimentali non sono in grado di reggere il sovraccarico d'acqua 

“Le malattie probabilmente si diffonderanno molto rapidamente, causando senza dubbio la perdita di molte vite. Si potrebbe ipotizzare che, poiché 250.000 persone vivono a stretto contatto, il numero dei morti sarà molto elevato”.

“Appena i monsoni termineranno, noi interromperemo  i supporti finanziari all'interno del campo e questo non sarà solo il nostro atteggiamento, ma anche quello di altri donatori,”  ha riferito  Foster al giornale

Last Updated on Friday, 16 October 2009 16:10
 

Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani: Lo Sri Lanka continua a negare le investigazioni sulle uccisioni dei civili

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Mercoledì 14 ottobre, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, in una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles, ha criticato il Governo dello Sri Lanka per non aver acconsentito alle numerose richieste di un’ investigazione internazionale sull’uccisione di civili innocenti, e ha sottolineato che lo stesso Governo, in passato, ha tentato di frenare  importanti investigazioni nazionali riguardanti gravi omicidi richieste dalle Organizzazioni Non Governative e dagli operatori umanitari, costringendoli ad un successivo abbandono di tali indagini.

Navi Pillay ha affermato che persino il Segretario Generale delle Nazioni Unite abbia effettuato una richiesta per un’investigazione, e ha riferito di lavorare a stretto contatto con quest’ultimo:
“Il Governo dello Sri Lanka non ha valide documentazioni per poter condurre investigazioni serie. Attualmente, sono impegnata in alcune discussioni con il Segretario Generale sul tipo di meccanismo più accettabile da attuare. Ma come ho già detto il Governo dello Sri Lanka continua ad opporre resistenza a queste proposte”.
 
Alla domanda se fosse programmando una visita nello Sri Lanka per discutere sulla situazione dei diritti umani, Pillay ha risposto che il Governo ha riferito al Segretario generale delle Nazioni Unite che non avrebbe concesso l’accesso all’Alto Commissario per i Diritti Umani nell’isola.
Last Updated on Thursday, 29 October 2009 09:47
 

Video che testimonia le uccisioni extragiudiziarie da parte dei militari srilankesi

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Un video clip ricevuto dall'organizzazione Giornalisti per la Democrazia nello Sri Lanka (JDS) testimonia le uccisioni extragiudiziarie che avvengono in Sri Lanka.
Il video, girato nel mese di gennaio 2009 da un militare srilankese, mostra il comportamento dei militari durante il conflitto camuffato come "operazione umanitaria per salvare i tamil". Questo video dimostra quello che i tamil e le organizzazioni per i diritti dell'uomo sostengono da tempo: il compimento di esecuzioni sommarie da parte dell'esercito srilankese.
Nella ripresa si vedono 9 vittime, denudate eccetto una, ammanettate e bendate, torturate ed uccise con un colpo di fucile. I militari che compiono queste uccisioni hanno indosso l'uniforme dell'esercito srilankese e parlano cingalese.
JDS riferisce che "la natura casuale delle conversazioni e il luogo aperto alla luce del giorno, porta ad escludere che siano azioni eseguite da criminali senza alcun permesso da parte delle autorità srilankesi. I militari che si incitano l'un l'altro, le battute offensive e le risate dimostrano la presenza di un consenso che può portar a dar luogo ad altre uccisioni a sangue freddo simili a queste".
Non c'è alcuna motivazione per credere in un cambiamento nel comportamento delle forze armate srilankesi, basta prendere in considerazione i 280.000 civili tamil trattenuti nei campi di internamento in condizioni disumane o il destino delle oltre 10.000 persone considerate collegate alle LTTE e trattenute in luoghi non ancora localizzati. Il modo in cui gli uomini, mostrati nel video, vengono trattati nelle esecuzioni è una forte dimostrazione del sciovinismo presente in Sri Lanka.
Nessuno potrebbe mai immaginare il trattamento che viene riservato alle donne, sono numerosi i casi di violenze sessuali ai danni di giovani donne tamil all'interno e all'esterno dei campi di internamento.

Mentre alcuni governi stanno analizzando le accuse dei crimini di guerra commessi dall'esercito srilankese e mentre altri non vogliono riconoscere la prospettiva di genocidio o la necessità di richiamo per la chiusura dei campi di internamento, il governo srilankese gode di un'assoluta impunità.

Il Prof. Boyle, esperto di diritto internazionale, ha commentato questo video paragonandolo all'esecuzione dei bosniaci a Srebrenica da parte del gruppo paramilitare serbo "scorpions": "le esecuzioni sommarie violano l'articolo 3 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, della quale lo Sri Lanka è firmatario. Le esecuzioni senza sentenze emesse da una corte regolarmente costituita violano le Convenzioni di Ginevra e sono crimini di guerra. Quando i rapimenti sono diffusi o sistematici, diventano Crimini contro l'Umanità secondo lo Statuto di Roma per la Corte Criminale Iternazionale. I Crimini contro l'Umanità sono i precursori del genocidio."

Human Rights Watch ha riportato nel suo comunicato che questo video dimostra la necessità di un'inchiesta internazionale ed indipendente su crimini di guerra. Philip Alston, il Rapporteur Speciale dell'ONU sulle esecuzioni extra giudiziarie, sommarie o arbitrarie ha ribadito il bisogno di investigazioni.

L'organizzazione "Giornalisti per la democrazia nello Sri Lanka" è stata fondata il 18 Luglio 2009 presso Berlino, con la partecipazione dei giornalisti tamil e cingalesi provenienti da 6 stati europei, che in un primo momento sono stati forzati all'esilio. JDS ha lo scopo di incrementare gli interessi sulle condizioni  dei diritti per la democrazia nello Sri Lanka dando una speciale importanza alle questioni relative alla libertà dei media.

Servizio di Channel 4

Last Updated on Tuesday, 06 October 2009 15:37
 


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