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Aiutateci a fermare il genocidio in Sri Lanka

L'esercito dello Sri Lanka continua con la carneficina: 78 civili uccisi

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L’esercito dello Sri Lanka (SLA), Mercoledì, ha aumentato i bombardamenti nella “zona di sicurezza” uccidendo 78 civili. Dalle informazioni dei vari rapporti, 21 delle vittime erano bambini. 23 civili sono stati uccisi a causa del fuoco a raffica scagliato dalle 5.30 alle 9.00 di mattino e altri 47 hanno perso la vita tra le 5.00 e le 9.00 di sera. 182 civili hanno subito ferite. Un elevato numero  di vittime è stato portato a Pokka'nai e Maaththa'lan all’interno della “zona di sicurezza”. Un competente dell’ICRC, che stava ritornando alla sua tenda dopo aver trasportato dei civili feriti alla nave dell’ICRC, è stato ucciso a Pokka'nai. Tra le vittime c’era anche una donna incinta.
6 civili sono stati uccisi a Pokka'nai in mattinata e 11 hanno subito ferite a  causa dei bombardamenti che sono durati dalle 5.30 alle 6.45 del mattino. Una delle vittime era un bambino. 19 civili, incluso un dipendente dell'ICRC, sono stati uccisi in serata ed altri 69 sono stati feriti in un indiscriminato attacco d'artiglieria. 4 civili sono stati uccisi e 9 feriti a Maaththa'lan nel bombardamento avvenuto tra le 5 e le 9 del mattino. Nella sera sono stati uccisi 19 civili e 37 feriti.
10 civili sono stati uccisi a Iraddaivaaykkaal in Mu’l’livaaykkaal tra le 7:00 e le 7:40 di sera. 56 civili sono stati feriti. 
Al mattino a Ira' naippaalai, area situata al di fuori della “zona di sicurezza”, sono stati uccisi 13 civili compresi 4 bambini, più di 10 sono stati uccisi in serata e sono stati riportati 51 feriti.
 

Gli attacchi nella "zona di sicurezza" da parte dell'esercito dello Sri Lanka causano 73 morti e 160 feriti

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In base alle informazioni ricevute dai funzionari medici e locali del distretto, l’esercito dello Sri Lanka ha lanciato bombe ed effettuato attacchi aerei con l’appoggio dell’aviazione uccidendo almeno 73 civili, molti dei quali, Martedì, si trovavano nella “zona di sicurezza” situato nel distretto di Mullaiththevu,. Più di 160 civili hanno subito gravi ferite. All’incirca 35 bombe a grappolo sono state lanciate negli ultimi 3 giorni, di cui 15 sono state scagliate nelle aree civili nella giornata di Giovedì. 11 bambini al di sotto dei 10 anni sono stati uccisi, 4 al mattino, 5 nella notte e uno dei due bambini scomparsi è stato identificato, al mattino, dal frammento della sua testa riconosciuto dalla stessa madre. L’ospedale di Maaththa'lan era colmo di madri che supplicavano i dottori a salvare in qualche modo i propri figli dalla morte.
L'ospedale sta lottando per far fronte alla situazione della diminuzione e mancanza di medicinali, dovuto ai continui bombardamenti avvenuti martedì notte. Conformemente a quello che hanno riferito i medici, recentemente, una donna si era recata urgentemente all’ ospedale di Maaththa'lan da  Pokka'nai con una bomba a grappolo inesplosa nella sua gamba, , che hanno dovuto amputare per salvarle la vita. Molti bambini hanno subito lesioni per colpa delle bombe a grappolo. Le persone identificano le esplosioni a grappolo quando sentono uno scoppio diverso da quello dell’artiglieria o delle bombe mortali, e seguito dal ragno come modello per i rumori simili ai fuochi d'artificio.
33 civili sono stati uccisi a Maaththa'lan. Almeno 16 di loro sono stati uccisi vicino all’improvvisato ospedale. Quattro delle vittime erano bambini.
Mercoledì, almeno 15 civili sono stati uccisi a Pokk'ani, area situata vicino alla laguna. Più di 18 civili furono uccisi a Iranaippaalai. Almeno 4 civili sono stati uccisi a Mu'l'iivaaykkaal. I bombardieri dell’esercito dello Sri Lanka, al mattino, hanno attaccato Chaalai e verso le 4:30 di sera anche la zona di Ira'naippaalai.
 

Human Rights Watch: 1123 civili morti e 4027 feriti in 3 settimane

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Il rapporto di Human Rights Watch ha dichiarato: “Durante il periodo di tre settimane compreso tra il 20 gennaio e il 13 febbraio 2009, degli osservatori indipendenti, nell’area di Vanni hanno raccolto  informazioni relative ai 5.150 civili - tra cui 1.123 morti e 4.027 feriti dall’attuale combattimento . Questo numero deriva da una compilazione dei rapporti che hanno registrato i diversi incidenti, data e luogo dell'attacco e della natura dell'attacco".
Gli attacchi aerei con bombe a grappolo, attacchi di sbarramento e fuoco a raffica con bombe a guscio sono stati sistematicamente utilizzati dalle forze armate dello Sri Lanka sui civili che vengono identificati come obiettivi di guerra.

La voce delle Tigri, la radio ufficiale delle Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam,domenica, ha riferito che l’esercito dello Sri Lanka,nei mesi di Gennaio e Febbraio, ha ucciso, nella località di Vanni, ben 2.018 civili Tamil tra cui 700 bambini. Il VoT inoltre ha esposto una proposta, “Un ponte per i cari” (U’ravup Paalam), dove i civili si possono procurare informazioni relative ai membri della famiglia scomparsi e alla localizzazione dei restanti membri con la speranza di ritrovarli.
Alcune famiglie hanno riportato che bambini di 5 anni sono scomparsi durante gli attacchi di fuoco a raffica, effettuati dall’esercito dello Sri Lanka, mentre si stavano spostando da una località all’altra. La trasmissione radiofonica è diventata la principale risorsa che appoggia le persone a ritrovare i loro parenti ed amici.

 

Richiesta d’aiuto per la crisi umanitaria in Sri Lanka al parlamento italiano

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6 febbraio 2009

All’attenzione di

Parlamento Italiano,

Commissione Esteri della Camera dei Deputati

Oggetto: richiesta d’aiuto per la crisi umanitaria in Sri Lanka

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In Sri Lanka 500.000 civili sotto assedio

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La guerra in Sri Lanka ha attualmente raggiunto una delle fasi più brutali degli ultimi 26 anni.
Nel Gennaio 2008 il Governo dello Sri Lanka si è ritirato unilateralmente dal cessate il fuoco del 2002 riprendendo l'offensiva militare in maniera intensiva contro le Tigri per la liberazione del Tamil Eelam.
Nel settembre 2008 il Governo dello Sri Lanka ha espulso tutte le organizzazioni umanitarie dalla regione controllata dai tamil, imponendo severe restrizioni sull'invio degli aiuti umanitari ai civili. Sia Human Rights Watch che Amnesty International hanno condannato il Governo dello Sri Lanka per queste gravi violazioni, invitandolo a permettere alle organizzazioni umanitarie di soccorrere i civili sofferenti, ma nessun provvedimento è stato preso. Inoltre l'accesso ai giornalisti in queste zone non è consentito in modo da coprire i propri crimini contro l'umanità.
Attualmente circa 500.000 civili sono bloccati in un'area di circa 400 Km² a causa delle offensive militari del Governo dello Sri Lanka. Gli oltre 350.000 sfollati da mesi son costretti a scappare a causa dell'avanzamento dei militari e dei loro incessanti attacchi, sono alla continua ricerca di un luogo sicuro per poter sopravvivere.

L'8 Gennaio 2009 è stato ucciso il capo redattore del "Sunday Leader", colpevole di aver criticato la scelta del Governo di ricorrere alla soluzione militare per sopprimere le rivendicazioni della minoranza tamil. Negli ultimi 3 anni sono 13 i giornalisti uccisi, 4 i parlamentari tamil uccisi e centinaia gli omicidi extragiudiziari.

Lo Sri Lanka continua ad usare armamenti proibiti come le bombe a frammentazione (Cluster Bombs), colpendo spesso campi profughi ed infrastrutture come scuole, ospedali, templi e chiese. Solo negli ultimi 3 giorni son stati uccisi 70 civili e oltre 200 son rimasti feriti, in gran parte bambini.

La mattina del Giovedì 22 Gennaio l'artiglieria dell'esercito dello Sri Lanka ha colpito ripetutamente l'unità chirurgica e di terapia intensiva dell'ospedale di Mullaitivu, nonostante la Croce Rossa (ICRC) in costante contatto coi comandi militari ne abbia fornito le coordinate esatte. La struttura ospedaliera è completamente inutilizzabile, il bilancio è di 5 morti e 15 feriti.
Riportiamo le parole del corrispondente di TamilNet da Puthukkudiyiruppu di Domenica scorsa:
"Non ci son parole per descrivere la triste condizione dei civili che affermano di voler morire sul colpo piuttosto che soccombere per le gravi ferite o finire nelle mani dell'esercito invasore dello Sri Lanka, accusato da molti di effettuare un vero e proprio Genocidio. Infatti nelle zone occupate dai militari giovani uomini e donne sono "filtrati" via, torturati o uccisi.
Genocide Prevention Project ha inserito lo Sri Lanka in una lista di 8 paesi ad allarme rosso, infatti le azioni del Governo dello Sri Lanka costituiscono le componenti per il Genocidio perfetto: distruzione della cultura, manipolazione della verità storica , uso di cibo e medicinali come armamenti di guerra, eliminazione fisica degli individui, il tutto nel silenzio dell'opinione pubblica mondiale.
Secondo la rivista TIME questa guerra è la terza notizia per ordine di importanza del 2008 trascurata dai media, infatti è stata più distruttiva di quella in Afganistan.
Nonostante la disperata condizione in Sri Lanka l'attenzione della comunità internazionale sulla situazione dei civili è carente.
Il popolo tamil non persegue nessun tipo di fondamentalismo religioso od odio razziale ma chiede solo di poter scegliere il proprio destino, di aver riconosciuto il proprio diritto all'autodeterminazione e i propri diritti fondamentali.
Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha espresso forte preoccupazione per questa situazione. Chiediamo alla Comunità Internazionale di seguire il suo esempio e di persuadere il Governo dello Sri Lanka ad accettare un cessate il fuoco immediato per evitare un'ulteriore carneficina di vite umane, per permettere agli operatori umanitari di aiutare la popolazione in difficoltà, per permettere ai giornalisti di riportare la reale situazione e per ottenere una soluzione politica e non militare al problema.
 


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