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Aiutateci a fermare il genocidio in Sri Lanka

ONU: 6.423 civili tamil uccisi e 13.946 feriti dal mese di Gennaio

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Un nuovo documento dell'ONU di questa settimana riporta che in Sri Lanka nella regione del Vanni sono stati uccisi 6.432 civili e 13.946 sono stati feriti dal mese di Gennaio. Le perdite sono state riportate nel documento come "dati verificati", secondo l'Asociated Press. L'esercito srilankese ha sparato migliaia di colpi d'artiglieria e bombe mortali, all'interno della così detta "zona sicura" uccidendo e ferendo migliaia di civili tamil, costituendo così un grave crimine di guerra e un crimine contro l'umanità.
Attivisti tamil di tutto il mondo hanno dato la colpa alla Comunità Internazionale, includendo l'ONU, per un silenzioso favoreggiamento e per un'indiretta approvazione all'uccisione di civili tamil dovuta ai bombardamenti dell'esercito dello Sri Lanka e alla fame, seguito dalla loro cattura.
La posizione presa dal Concilio di Sicurezza dell'ONU, e riaffermata anche Mercoledì dal dipartimento di stato degli Stati Uniti, favorendo la cattura
e la detenzione da parte dell'esercito dello Sri Lanka di 10.000 civili Tamil è il primo passo per una diretta approvazione ad un genocidio.
Dal precedente documento dell'ONU del 7 Marzo 2009 (2683 civili uccisi) son passati 40 giorni e son morti più di 3700 civili.
Non è ben noto se il documento includa le vittime da questa settimana quando le cifre hanno superato i 1000 in un solo giorno dal momento che l'esercito
srilankese è entrato nella zona sicura per catturare i civili. Le LTTE hanno incolpato l'esercito dello Sri Lanka per aver ucciso almeno 1500 civili all'inizio
di questa settimana. "L'ONU ha rifiutato di rilasciare pubblicamente il numero delle vittime e non ha immediatamente commentato  il documento" ha riportato l'Associated Press.
Lunedì 13 Aprile 2009, l'esercito dello Sri Lanka (SLA) ha dichiarato che 30.000 civili hanno raggiunto il territorio sotto il suo controllo dalla cosiddetta "zona sicura".
Martedì i volontari in Vavuniyaa ed in Jaffna hanno riportato che son giunto solamente 8.500 civili. Gli ufficiali dell'esercito srilankese hanno affermato che hanno in custodia tra i 5.000 e i 12.000 civili nel Vanni. Lunedì almeno 1 civile su 10 è stato ferito od ucciso nella "zona sicura" dive oltre 1.000 civili sono stati feriti dagli attacchi dell'esercito srilankese. Il fatto che che non ci sia un accordo sulla stima dei civili in custodia dell'esercito srilankese fa preoccupare molto in quanto in questo paese le uccisioni extragiudiziarie sono all'ordine del giorno.

 

Lunedì 20 Aprile 2009: L'esercito srilankese causa oltre 1000 morti nel tentativo di catturare i civili

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L'esercito srilankese Lunedì 20 Aprile 2009 ha attaccato Maaththa'lan e Pokka'nai situati nella "zona sicura" nel tentativo di catturare i civili tamil.
Centinaia di cadaveri e di civili feriti sono stati visti sulle strade, più di 600 civili feriti gravemente sono stati portati all'ospedale di fortuna che viene ospitato in una scuola di Mu'l'li-vaaykkaal nell'area controllata dalle LTTE. Il corrispondente di Tamilnet ha personalmente visto circa 300 cadaveri mentre stava fuggendo dalla zona. L'esercito srilankese nel tentativo di catturare i civili ha fatto largo utilizzo di bombe a grappolo inoltre del fumo o della polvere bianca provenuta da bombe ha provocato svenimento tra la gente.
L'esercito srilankese ha riportato di aver preso in custodia oltre 30.000 civili, ma non esistono osservazioni indipendenti siccome dal mese di Settembre 2008 tutti gli operatori umanitari son stati espulsi dalla regione. Solo 60 feriti sono stati portati all'ospedale di Puthumaaththa'lan, il quale è momentaneamente fuori servizio.
Durante il pomeriggio di Lunedì, l'esercito srilankese è stato respinto dalle parti delle aree civili. Comunque, i civili temono ondate di attacchi, nei giorni seguenti, simili a quello avvenuto Lunedì.
Nel frattempo, le scuole nella Provincia del Nord che avevano in programma di ricominciare le lezioni Giovedì dopo le vacanze quadrimestrali hanno ricevuto nuovi provvedimenti da Colombo, ovvero di non riaprire le scuole fino ad ulteriori ordini. Si pensa che il governo dello Sri Lanka abbia intenzione di far alloggiare i civili catturati nelle scuole.

SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
The makeshift hospital at Mu'l'li-vaaykkaal is full of casualties. TamilNet correspondent witnessed more than 600 wounded Monday afternoon. Several more wounded are being brought in the evening.
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'

SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
SLA enters 'safe zone'
 

Attivista dei Diritti Umani tedesco rivela la situazione degli sfollati nei campo di internamento dell'esercito srilankese

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Thomas Seibert, scrittore ed attivista dei Diritti Umani tedesco, è ritornato recentemente dallo Sri Lanka dopo un viaggio umanitario, conducendo personali interviste che descrivono la triste condizione dei civili rinchiusi come prigionieri sotto l'occupazione dell'esercito dello Sri Lanka.
Gli sfollati tamil, che si trovano all'interno dei campi di internamento presso Vavuniyaa, recintati da filo-spinato e controllati dall'esercito srilankese,
non sono solo medicalmente mal serviti, ma sono soggetti ad interrogazioni degradanti e ci sono inoltre rapporti che testimoniano regolari stupri ed
uccisioni .
"Molti vengono torturati o semplicemente fucilati. Ci sono anche rapporti di regolari violenze" ha affermato il Medico Internazionale Thomas Seibert. Ha inoltre riferito che i militari dello Sri Lanka vogliono trattenere i civili in questi campi per più anni. Più di 100.000 civili rimangono all'interno dei 15 km quadrati come è stato stimato dall'ONU e dalle organizzazioni umanitarie dello Sri Lanka che sono sotto assedio e sono soggetti a bombardamenti.
Ha avvertito una tendenza di massacro che terminerà a meno che non venga dichiarato un immediato cessate il fuoco.
L'organizzazione di soccorso e dei diritti umani, Medico International, con base a Francoforte, è un'organizzazione Non-Governativa, che provvede ai
soccorsi di emergenza e sostiene i diritti umani e i progetti di progresso per un sicuro accesso dell'assistenza sanitaria.
 

La poliza srilankese arresta ed espelle il giornalista Jeremy Page

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Jeremy Page, reporter per il giornale Britannico The Times, la settimana scorsa è stato scortato alla stanza di detenzione al suo arrivo all'aereoporto internazionale di Katunayake. In un articolo di Timesonline ha raccontato che è stato tenuto a chiave per tutta la notte, e rimandato in Inghilterra il giorno dopo. Ad Agosto gli fu negato il visto da giornalista in Sri Lanka, nonostante le molteplici richieste, e fu immediatamente riconosciuto e deportato quando ha tentato di entrare in Sri Lanka con un visto da turista.
Inoltre ha scritto: "Io conosco il motivo per cui mi trovo sulla lista nera: il Governo dello Sri Lanka, ritiene o finge di pensare che io sostenga le Tigri. Tutto ciò non ha senso. In questi 28 anni di guerra civile no ho mai avuto collegamenti ad entrambe le fazioni". Jeremy Page ha anche commentato sulla censura dei media in Sri Lanka, "Per quasi 2 anni, il Governo ha prevenuto molti giornalisti indipendenti nell'avvicinarsi nelle zone di combattimento. Da gennaio invece prende pochi giornalisti alla volta e li  porta in viaggi  di un giorno". Confrontando i pericoli che affrontano i giornalisti locali in Sri Lanka con quelli che lui ha affrontato in altre parti del mondo, racconta: "Intervisto regolarmente i membri Talebani in  Afghanistan. In Russia, ho riportato da entrambe le fazioni il conflitto in Cecenia. In Cina, ho intervistato i dissidenti e gli attivisti Tibetani per l'indipendenza.
Fare la stessa cosa in Sri Lanka non è solamente proibito: ma è strettamente pericoloso se sei un giornalista locale. Page cita due specifici articoli, i quali pensa che possano aver infastidito il Governo srilankese. Nel 13 Febbraio ,2009 "L'aumento del filo spinato, preoccupa i rifugiati nel campo di concentramento", lo ha riferito il Governo denunciandolo in una conferenza per guardare la reazione dei "rappresentati della comunità Tamil (ed di un parlamentare europeo con un interesse verso lo Sri Lanka), molti dei quali avevano paragonato il programma ad un campo di concentramento." Page ha aggiunto anche che "la risposta più surreale è giunta in una lettera di Rajiva Wijesinha, il dirigente del Segretario di Pace del Governo, il quale mi accusò in modo clamoroso di voler far uso del filo spinato nei campi. Mr Wjesinghe scrisse che, "Sfortunatamente un uomo abituato ad un clima freddo non comprende che, in un sub-continente, il filo spinato è il materiale più comune per stabilire i confini sicuri, permette una buona  ventilazione cosi come anche una buona vista".  Il secondo articolo che ha potuto irritare Colombo, cita Page, nel 17 Gennaio 2009, "Lasantha Wickrematunga- Il redattore eroe dello Sri Lanka", il capo dello"Sri Lanka's Sunday" il quale fu assassinato a gennaio. Page scrisse che,"Lasantha Wickrematunga aveva lasciato un necrologio scritto parzialmente in cui ha accusato il governo di volerlo assassinare a causa della sua critica sulla guerra. Il Governa nega tutto ciò, ma deve prendere ancora quelli  che lo
hanno assassinato? o gli altri 14 giornalisti uccisi in Sri Lanka dal 2006".
 

Il partito tamil (TNA) afferma che l'intenzione dello Stato dello Sri Lanka è quello di sterminare il popolo Tamil

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Giovedi 16 Aprile, il Tamil National Alliance (TNA), unico partito a rappresentare i tamil nel parlamento srilankese (22 seggi su 225), nel suo comunicato riporta: "Le azioni dello Stato dello Sri Lanka lasciano senza ombra di dubbio, alla loro vera intenzione che è quella di sterminare progressivamente il popolo Tamil. Lo Stato dello Sri Lanka e le sue forze armate, malgrado le proteste internazionali che richiedono di proteggere i civili tamil, aumentano i loro attacchi militari nelle zone popolate dai civili tamil, senza alcun riguardo per la loro sicurezza, tutto ciò indica la profonda ostilità che lo Stato dello Sri Lanka e le sue forze armate provano verso la gente tamil".
Le preoccupazioni espresse dagli attivisti civili conducono al legittimo timore che ci potrebbe essere un annientamento della popolazione civile tamil, con l'uso di armi di distruzione di massa. L'unico modo per assicurare il diritto alla vita ai civili tamil nella "zona sicura" è una cessazione di tutti gli attacchi militari.
Il comunicato è stato firmato da R. Sampanthan, il leader del gruppo e parlamentare del TNA, M. Senathiraja, il segretario generale, K. S. Premachandran, segretario generale dell'EPRLF e Selvam A. Adaikkalanathan, presidente di TELO.
 

Giovedì 16 Aprile 2009: Continua l'offensiva ai civili, 75 morti e più di 300 feriti

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Giovedì 16 Aprile 2009, mentre il presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa ha visitato Ki'linochchi per sollevare il morale delle sue forze armate, bombardamenti e colpi di cannone delle sue truppe nel distretto di Mullaiththeevu hanno ucciso più di 57 civili all'interno della cosiddetta "zona sicura", in base alle informazioni ricevute dal corrispondente del TamilNet a Vanni.
Giovedì son stati registrati quasi 1500 esplosioni di bombe sparate dall'esercito dello Sri Lanka, di cui 600 hanno colpito la "zona sicura" mentre 150 colpi di cannone hanno invece colpito la zona costiera.
Intensivi bombardamenti hanno designato come obbiettivi le zone di Mu'l'li-vaaykkaal e Iraddai-vaaykkaal tra le ore 9.30 e le ore 12.30. Anche la zona di Pokka'nai è stata attaccata dalle bombe dell'esercito dello Sri Lanka.
Durante il giorno è stato continuamente riportato uno scambio di colpi d'arma da fuoco.
Giovedì 130 civili sono stati ricoverati all'ospedale di fortuna di  Puthumaaththa'lan, di questi 107 hanno subito gravi ferite a causa dei bombardamenti dell'esercito dello Sri Lanka e 23 hanno invece subito ferite da sparo causate dagli spari dell'esercito dello Sri Lanka, 7 dei pazienti sono deceduti dopo il ricovero.
60 dei feriti sono stati portati dall'area di Pokka'nai all'ospedale. Autorità mediche di Puthumaaththa'lan hanno riportato che 5 pazienti sono deceduti
all'ospedale dopo l'operazione.
Giovedì sono morti all'ospedale anche un bambino di 13 anni affetto di diarrea, una donna diabetica di 52 anni e un uomo di 71 anni senza alcuna diagnosi.
Più di 300 persone ferite seriamente sono in attesa della nave della Croce Rossa per il trasporto.  L'arrivo della nave è atteso per Venerdì.

 


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