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Aiutateci a fermare il genocidio in Sri Lanka

Tigri Tamil cessano il fuoco per salvare i civili

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Domenica 17 Maggio 2009, a mezzogiorno il comandante delle forze speciali di mare dell’LTTE, Soosai, ha affermato che circa 25.000 civili tamil sono stati mortalmente feriti durante l’attacco di artiglieria dell’esercito dello Sri Lanka e tuttora migliaia di civili continuano ad essere feriti e ad essere sull’orlo della morte per la mancanza di cure e medicinali. In un’area di 2 kilometri quadrati si trovano cadaveri sparsi in ogni dove, mentre i rimanenti migliaia di civili sono nascosti nei bunkers per paura di rimanere vittima delle armi delle forze di Colombo. L’LTTE, attraverso la mediazione del sign.Pathmanathan, responsabile delle relazioni internazionali dell’LTTE, ha ripetutamente richiesto un intervento dell’ICRC affinchè questi feriti potessero essere evacuati attraverso Vaddurvaakal o Iraddaivaaikkaal, ma senza ricevere alcuna risposta. Nel frattempo l’SLA (esercito dello Sri Lanka) sembra preferire colpire i civili anziché consentirne la fuga. Gli ultimi rapporti da Vanni indicano che, dopo una serie di attacchi random, migliaia di civili sono stati catturati dall’SLA.

Sempre nella giornata di Domenica, inoltre, anche il sign.Pathmanathan ha rilasciato una dichiarazione affermando che l’LTTE è pronta a cessare il fuoco nel caso questo valga a salvare la vita e la dignità del popolo Tamil. Nel suo discorso sostiene che il silenzio della comunità internazionale ha agevolato il programma del Governo dello Sri Lanka per una conclusione drastica e tragica del conflitto, al prezzo dello sterminio del popolo Tamil. “Nelle ultime 24 ore- afferma Pathamanathan- più di 3.000 civili giacciono morti sulle strade, mentre altri 25.000 sono seriamente feriti e abbandonati al loro destino senza cure mediche. Il bisogno urgente del momento è di salvare le vite del nostro popolo. Consapevoli di ciò noi abbiamo già annunciato al mondo la nostra predisposizione a cessare il fuoco per salvare la nostra gente.(…) La battaglia ha raggiunto un epilogo critico. Contro ogni auspicio, abbiamo resistito all’avanzare delle forze singalesi senza aiuto e soccorso, con il solo instancabile supporto della nostra gente. Ma ora è sempre di più la nostra gente a morire vittima delle bombe, delle malattie, dei colpi di fuoco e della fame. Non ci rimane che un’ultima scelta di togliere quella che si presenta come l’unico pretesto del nostro nemico per continuare a uccidere innocenti ponendo nel silenzio le nostre armi. Non possiamo piu sopportare la vista del sangue innocente del nostro popolo versato. (…)”.

Successivamente, ricordando i numerosi appelli rivolti invano alla comunità internazionale affinchè si mobilitasse un intervento immediato per salvare il popolo Tamil dalle grinfie della macchina militare dello Sri Lanka e ricordando inoltre che era stato il governo dello Sri Lanka a ritirarsi unilateralmente dal processo di pace avviato nel 2002 con la mediazione norvegese, Pathmanathan ha continuato sottolineando la necessità di procedere con qualunque mezzo allo stop del genocidio: ”Noi abbiamo bisogno di fare qualunque cosa che possa porre fine a questa carneficina; e questo qualcosa significa il silenzio delle armi e l’ingresso in un processo di pace, cosa a cui peraltro noi avevamo acconsentito anche in precedenza”.

Pathmanathan conclude quindi ricordando che l’LTTE in questi ultimi tre decenni ha combattuto contro le forze militari dello Sri Lanka come unica via di  soluzione per proteggere i Tamil nell’isola; ha sempre combattuto senza paura, spinto solo dalla convinzione nell’importanza e giustizia della propria causa e dalla fiducia e dal supporto del popolo; non ha dimenticato il proprio proposito di combattere unicamente per il popolo ma di fronte alle attuali condizioni non può più permettere che il conflitto possa essere utilizzato come giustificazione da parte delle forze singalesi per uccidere quello stesso popolo. ”Noi non abbiamo altra opzione che continuare i nostri appelli alla comunità internazionale affinchè salvi il nostro popolo.”

 

Mercoledì 13 Maggio 2009: Comunicato di Obama sulla crisi umanitaria in Sri Lanka

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Mercoledì 13 Maggio 2009, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un comunicato ha manifestato la sua preoccupazione sulla crisi umanitaria in Sri Lanka.
Ha chiesto alle Tigri Tamil di "liberare i civili" e deporre le armi, al Governo srilankese di fermare i bombardamenti e permettere libero accesso all'ONU e alle agenzie umanitarie.
La diaspora tamil si sta chiedendo se il Presidente Barack Obama sia preparato a prendere la piena responsabilità della loro terra madre, e se sia preparato a dare la totale garanzia per la libertà e le aspirazioni del popolo Tamil nel caso in cui le Tigri Tamil deponessero le armi. I civili tamil che passano dai territori controllati dalle Tigri Tamil ai territori conquistati dell'esercito srilankese vengono rinchiusi in campi di detenzione, dove non è garantito nessun tipo di diritto umano.
Riportiamo alcune righe dell'intervento di Obama: "Sto invitando il Governo dello Sri Lanka a prendere provvedimenti per poter alleviare questa crisi umanitaria." .. "Per primo, il Governo dovrebbe fermare i bombaradmenti, che causano la morte di centainaia di innocenti, e la distruzione degli ospedali."
Inoltre è stato riportato un commento effettuato fuori dalla Casa Bianca, nel quale il Presidente ha detto che il Governo dovrebbe comunque rispettare il suo impegno di non usare armi pesanti nelle zone di conflitto e dovrebbe garantire all' ONU e alla Croce Rossa un accesso libero per poter aiutare i civili.
"Senza un intervento immediato e di emergenza questa crisi umanitaria potrebbe precipitare in una catastrofe", sono le parole di Obama riportate da Reuters.
Amnesty International, in un comunicato, ha fatto pressione sul Presidente Barack Obama affinchè si esprimesse contro l'uccisone indiscriminata di civili che caratterizza l'attuale conflitto tra il Governo dello Sri Lanka e le Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam (LTTE).
Allo stesso tempo, un articolo più critico sul settimanale Time, afferma che Obama sta fallendo sulla prova (umanitaria) dello Sri Lanka, dicendo che il disastro umanitario in Sri Lanka rappresenta l'omologo, sotto sorveglianza di Obama, della questione del Darfur, che è stato il piu grande e atroce crimine commesso durante l'amministrazione precedente.

 

Mercoledì 13 Maggio 2009: L'esercito srilankese attacca l'ospedale per la 3a volta in 5 giorni, oltre 100 le vittime

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I medici hanno riferito a TamilNet che, l'esercito srilankese (SLA) ha lanciato colpi d'artiglieria colpendo l'ospedale di fortuna a Mu'l'li-vaaykkaal East.
Più di 100 civili sono stati uccisi in questo attacco, nella lista figurano bambini, pazienti, volontari e medici. Un operatore della Croce Rossa Internazionale (ICRC), Myuran Sivagurunathan, è nella lista delle vittime. Son state distrutte alcune ambulanze, tra i feriti gravi figurano 40 bambini.
A causa degli intensi bombardamenti non è ancora stato possibile verificare il numero delle vittime nelle altre aree della "zona sicura" ma si stima che nelle ultime 24 ora abbiano perso la vita tra i 200 e i 500 civili.
L'ospedale è uno degli obiettivi principali dell'esercito srilankese, esso è stato infatti colpito per la terza volta in 5 giorni.
I medici han riferito che in questa zona ci sono più di 2.000 feriti gravi, la metà di essi deve esser operata urgentemente ma non ci sono medicinali. A causa dei continui attacchi il personale medico e i pazienti son continuamente costretti a cercare riparo nei rifugi.

 

Martedì 12 Maggio 2009: L'esercito srilankese attacca nuovamente l'ospedale, 47 le vittime

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Martedì 12 Maggio 2009, verso le ore 8:00, l'esercito srilankese (SLA) ha lanciato colpi d'artiglieria uccidendo almeno 47 civili, tra cui l'Ufficiale Amministrativo dell'ospedale K. Tharmakulasingam.
Almeno 55 pazienti hanno riportato ferite gravi nell'attacco all'ospedale di fortuna, che era situato nella scuola minore di Mu'l'li-vaaykkaal. L'attacco è stato effettuato mentre circa 2.000 pazienti, feriti negli ultimi 3 giorni, stavano aspettando l'arrivo della Croce Rossa Internazionale (ICRC) per essere trasportati in nave. Negli ultimi 3 giorni, gli attacchi dell'esercito srilankese a Vanni hanno ucciso più di 2.600 civili.
Il Direttore medico Dott. Shanmugarajah e la sua famiglia sono riusciti ad evitare gli attacchi.
Martedì è prevista la nave della Croce Rossa Internazionale (ICRC) per trasportare da 500 a circa 2.000 civili feriti.

 

 

Domenica 10 Maggio 2009: In un solo giorno uccisi oltre 1200 civili

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Nei bombardamenti indiscriminati effettuati dall'esercito srilankese tra la notte di Sabato 9 Maggio 2009 e Domenica 10 Maggio 2009 sulla zona sicura sono stati massacrati più di 1.200 civili tra cui un gran numero di donne e bambini.
Le fonti mediche mediche hanno riferito che fino alle ore 15.00 sono stati portati all'ospedale di fortuna 378 cadaveri (di cui 106 bambini) e 1122 feriti (di cui 251 bambini). Non si ha ancora un'esatta stima del numero delle vittime, ma i volontari locali hanno contato più di 1.200 cadaveri sparsi per le strade, all'interno dei rifugi e tende.
Nell'attaco dell'esercito srilankese son stati utilizzati armamenti banditi come le bombe a grappolo ed armamenti pesanti come i cannoni  e lanciatori di razzi Multi-Barrel, trasfromando la "zona sicura" in campo di morte. L'esercito sri lankese di solito sceglie i finesettimana per i suoi massacri minimizzando l'attenzione internazionale.
Un intero gruppo di dediti infermieri, Gracian Tharmarasa, è stato eliminato nei bombardamenti. Le fonti mediche hanno riferito che l'ospedale di fortuna che è stato trasferito in una scuola a Mu'l'li-vaaykkaal sta lottando con tutte le forze per poter affrontare questa estrema situazione.
Un difensore dei dirtti umani a Colombo ha commentato la notizia dicendo: "Questa è la prima volta nella storia dove la Comunità Internazionale e l'ONU hanno politicamente sperimentato una simile carneficina di civili in un solo giorno fornendo un quasi libero consenso al Governo srilankese".
Questo grande massacro è considerato come un risultato dell'incitamento dell'India nei confronti di Governo srilankese per portare a termine il conflitto prima del cambio del Governo indiano dovuto alle elezioni. Una cerchia di politici di Colombo ha aggiunto che "la guerra al terrorismo" possa essere trasformata in "guerra ai civili" nella visione dell'Amministrazione di Obama.

 

 

Venerdì 9 Maggio 2009: L'esercito srilankese continua coi bombardamenti pesanti

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Giovedì 7 e Venerdì 8 Maggio 2009 l'esercito dello Sri Lanka ha continuato con pesanti bombardamenti, con bombe cluster, sui civili di Mu'l'li-vaaykkaal stabiliti come obbiettivi all'interno della cosidetta "zona sicura". Parecchi civili sono stati uccisi e molti hanno subito gravi ferite dal momento che l'aereo di sorveglianza dell'aviazione srilankese stava fornendo le coordinate dei luoghi densamente popolati all'esercito srilankese per fissarli come obbiettivi. Solamente nella giornata di Venerdì sono stati feriti almeno 242 civili. Fonti mediche hanno riportato che 45 dei civili feriti, tra cui 15 bambini, sono morti in seguito per le loro ferite, inoltre dozzine di civili sono deceduti sul posto ma che non sono stati portati all'ospedale. La maggior parte delle vittime
trasportate all'ospedale Venerdì sono state ferite quando si trovavano nella parte est di Mu'l'li-vaaykkaal  in fila per ricevere farina d'avena. I civili che
sono stati allineati per ritirare i limitati rifornimenti umanitari sono stati attaccati Giovedì. Sono stati colpiti anche i veicoli della Croce Rossa. Nel frattempo, Giovedì la Croce Rossa ha gestito il trasporto di 400 feriti. Ma, Venerdì, una delle loro navi non ha potuto completare la missione a causa dei continui pesanti bombardamenti. Più di 500 civili stanno aspettando di essere trasportati dalla Croce Rossa. L'ospedale è stato trasferito in una scuola.

 


 

 


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