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Aiutateci a fermare il genocidio in Sri Lanka

Nel campo di internamento "Manik Farm" i bambini soffrono di malnutrizione

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Nel campo di internamento di "Manik Farm" son presenti circa 30.000-35.000 bambini.
Il Dott. Vynia Ariyaratne, direttore esecutivo dell'organizzazione non governativa Sarvodaya Shramadana Sangamaya, ha riferito che molti di loro stanno soffrendo di varie malattie e alcuni risentono ancora per le lesioni subite durante le operazioni militari. Il 15-20% di loro soffre anche di una grave forma di malnutrizione.
Il Dott. Vynia ha riferito ai media: "Ci vorrà qualche settimana o qualche mese per ricoverare questi bambini. Gli standard internazionali prevedono che solo 20 persone possano utilizzare lo stesso bagno, ma nel Manik Farm sono in 70 a condivderne uno".
Secondo un sondaggio condotto da un'organizzazione non governativa sarebbero 5.000 i bambini sfollati che soffrono di malnutrizione nei campi di internamento circondati da filo spinato. Il Ministero della Salute nello Srilanka afferma di poter collaborare con l'UNICEF, Sarvodaya e altre organizzazioni per migliorare le condizioni in questi campi.

 

Peggiorano le condizioni nei campi di detenzione per i 300.000 civili ad un mese dalla vittoria dichiarata dall'esercito srilankese

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È passato un mese da quando l’esercito dello Sri Lanka ha dichiarato di aver concluso le operazioni militari, ma la condizione dei civili tamil non è affatto migliorata. Oltre a non esser presi in considerazione dalla comunità internazionale e a non aver diritto alle nostre aspirazioni democratiche, noi della Diaspora Tamil non abbiamo il diritto di aiutare le vittime della guerra.
Lunedì 8 Maggio 2009, il governo dello Sri Lanka ha rimandato indietro la nave che trasportava approvvigionamenti per i 300.000 civili tamil rinchiusi nei campi di internamento. È sorprendente il fatto che il Governo dello Sri Lanka mentre da una parte ha riinoltrato la richiesta di aiuti economici alla Comunità Internazionale, dall’altra ha rifiutato l’invio di 800 tonnellate di approvvigionamenti assistenziali.
La nave era partita dal porto di Ipswich (Regno Unito) il 20 Aprile 2009, con un carico di aiuti umanitari raccolti dalla Diaspora Tamil. Anche noi, Tamil in Italia ,abbiamo contribuito al carico con alimenti a lunga conservazione e medicinali per aiutare i civili colpiti dai duri attacchi dell'esercito srilankese. Questo convoglio avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per il Governo dello Sri Lanka per dimostrare la propria buona fede e il proprio impegno in una riconciliazione "post-conflitto". È chiaro che il motivo del rifiuto di questi aiuti rappresenta invece la testimonianza del profondo razzismo dei governanti cingalesi nei confronti di noi tamil.
Il 18 Maggio 2009 il presidente dello Sri Lanka ha dichiarato la propria vittoria militare, la maggioranza cingalese sta continuando a festeggiare senza il minimo rispetto per le vittime: nemmeno una piccola percentuale delle spese sostenute per i festeggiamenti è stata destinata in aiuti ai civili colpiti dalla guerra.
I civili sopravissuti continuano ad esser detenuti nei campi di internamento dove nessun osservatore indipendente ha accesso.
Organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa e Medici Senza Frontiere continuano a riportare nei loro comunicati di non avere accesso libero a questi campi, che il loro lavoro è ostacolato dal governo dello Sri Lanka e che quindi sono impossibilitati a salvare la vita di migliaia di persone.
È chiaro che i civili vengono detenuti in questi campi di internamento per esser logorati fisicamente e psicologicamente, il tutto fa parte del piano perfetto del governo dello Sri Lanka per eliminare qualsiasi rivendicazione della popolazione tamil. Ogni giorno bambini muoiono per malnutrizione; donne vengono violentate dai militari; giovani vengono rapiti ed uccisi; bambini vengono rapiti con relativi ricatti.
Negli ultimi anni il governo dello Sri Lanka ha richiesto aiuti alla comunità internazionale con la scusa della "lotta al terrorismo", ma in realtà ha intrapreso il genocidio del popolo tamil. Ora quando si tratta di indagare sui crimini di guerra, il tutto diventa “una questione interna”, ai ministri e politici stranieri vengono chiuse le porte in faccia. Nemmeno ai parlamentari cingalesi dell'opposizione è permesso accedere a questi campi.
Purtroppo durante il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, tenutosi solo a fine Maggio con molti mesi di ritardo, lo Sri Lanka ha fatto passare la propria risoluzione, in cui sostiene che non vi sia la necessità di indagare sui crimini di guerra, grazie all’appoggio degli stati dell’Asia meridionale e della Cina che ha coinvolto gli stati Africani. A nulla è valsa la risoluzione dei paesi europei, certamente più neutrale di quella dello Sri Lanka, ma poco critica secondo gli esperti di diritto umanitario internazionale.
Il governo dello Sri Lanka ora ha tutte le possibilità per bloccare le indagini: deve eliminare le prove dell’uso degli armamenti proibiti (bombe cluster e fosforo bianco), dei ripetuti bombardamenti sugli ospedali ed accampamenti di civili, deve far sparire tutte le fosse comuni, deve far tacere tutti i testimoni di questo genocidio. È per questo che i tre medici che negli ultimi mesi si son adoperati per salvare migliaia di vite umane nella “zona sicura” sono stati arrestati dall'esercito srilankese, criminalizzati con l’accusa di aver riportato ai media esteri la tragedia umanitaria in corso.
Nemmeno i sei preti cattolici, in cattive condizioni di salute, rinchiusi nei campi di internamento possono ritornare in libertà. Non è certamente migliore la situazione di circa 60.000 bambini, 3.100 donne gravide, 4000 disabili presenti nel campo di internamento di Vavunia.
Da non dimenticare gli oltre 90.000 sfollati della penisola di Jaffna che vivono in campi profughi dal 1990, da quando l'esercito srilankese ha occupato le loro case creando una zona fortemente militarizzata. Stessa sorte per le diverse centinaia di migliaia di profughi causati dagli attacchi dell'esercito srilankese nel 2006.
Ormai anche la stampa internazionale, analizzando le fotografie satellitari, ha confermato che le 20.000 vittime degli ultimi 5 mesi di conflitto son stati vittima dell'esercito srilankese e non del fuoco incrociato, come avevano sostenuto fino a tempo fa. È stato così di fatto confermato quello che noi tamil sostenevamo da mesi nel silenzio dell’opinione pubblica mondiale. Purtroppo avevamo ragione anche sul numero di civili nella cosiddetta “zona sicura”. Da quando nel Settembre 2008 il governo srilankese ha espulso gli operatori umanitari, gli alimenti e le medicine che di rado venivano inviati in questa zone erano gravemente insufficienti.
La guerra non sembra finita, come hanno riportato i giornalisti della capitale che hanno manifestato per la libertà di stampa uccisa: sotto il governo dell’attuale presidente son stati uccisi 11 giornalisti ed oltre 50 son stati rapiti.
Attualmente ai civili tamil non viene riconosciuta alcuna minima dignità umana ed è impensabile che il governo dello Sri Lanka garantisca sicurezza sul piano politico e costituzionale. Un esempio eclatante è il divieto ai parlamentari tamil di incontrare il segretario dell’ONU Ban Ki-moon durante la sua visita in Sri Lanka.
Qui in Italia questa tragedia viene vissuta come “lontana”, ma molti della comunità tamil in Italia hanno perso famigliari ed amici, altri sono ancora in attesa di notizie sulla sorte dei propri cari ed altri gravemente preoccupati per quelli che son ingiustamente detenuti nei campi di internamento.
Nella società attuale viene data molta enfasi a tragedie come l’Olocausto e all’importanza della memoria, affinché non si ripetano avvenimenti simili, purtroppo quando queste tragedie avvengono in luoghi di poco interesse passano in secondo piano.
Noi della diaspora tamil dobbiamo dar voce ai tamil nello Sri Lanka, in quanto quest’ultimi non hanno il diritto di potere esprimere le loro idee. Noi continueremo a chiedere che ai tamil vengano riconosciuti tutti i diritti umani e siamo sempre convinti che il governo dello Sri Lanka non sia disposto a concederli.
L’unica soluzione per difendere i diritti dei tamil è quella di riconoscere la risoluzione di Vaddukkoaddai del 14 Maggio 1976, dove si afferma che ai tamil debba esser riconosciuto il diritto all’autodeterminazione con la creazione dello stato indipendente del Tamil Eelam. Questa risoluzione è stata fatta dopo 30 anni di lotte non violente ed è stata appoggiata in pieno dalla popolazione tamil quando è stata proposta. Il mancato riconoscimento di questa risoluzione da parte del governo dello Sri Lanka e la conseguente repressione militare ha dato vita alle Tigri di Liberazione del Tamil Eelam.
 

Channel4: Massacro di civili?

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Di seguito segue la traduzione in italiano.

Il rapporto effettuato dall'ONU  rivela che 20.000 civili sono stati uccisi nello scontro finale tra il Governo srilankese e le Tigri Tamil.
Le forze governative sono state accusate di quello che viene definito "Un Massacro nascosto".
La cifra dei morti, che nega le stime ufficiali, è basato su evidenze che vanno da fotografie aeree a resoconti di testimonianze oculari.
Gli operatori umanitari, che recentemente erano stati all'interno delle così dette zone sicure, ci hanno riferito che le cifre potrebbero essere abbastanza credibili.
Spiaggia dell'inferno, Sri Lanka.
Come avevano riferito le Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam, nell'ultima resistenza fatta contro l'avanzamento delle forze armate governative, sarebbero stati uccisi molte migliaia di civili tamil.
Quanti sono alla conoscenza di questo?
C'è un grosso buco nero d'informazioni per quanto riguarda questa parte del mondo.
I giornalisti indipendenti sono stati messi a tacere e sono stati espulsi da quest'aree. Gli occhi del mondo sono puntati sui medici tamil i quali lavorano in ospedali di fortuna sotto continui bombardamenti.
Oggi la rivista Times, grazie a documenti confidenziali ottenuti dall' ONU sostiene che più di 20,000 civili tamil potrebbero essere stati assassinati nelle zone designate dal governo come "zone sicure".
La stima dei morti è di 1.000 di civili uccisi ogni giorno. Il governo dello Sri Lanka furtivamente nega tutto ciò dicendo che la notizia è infondata ed erronea, anche l'ONU afferma che la cifra è impossibile da essere definita con precisione: "al momento è davvero difficile per capire cosa sia realmente accaduto ai civili, nei tragici avvenimenti delle scorse settimane, ma soprattutto nelle ultime due settimane è stato difficile ottenere precise informazioni".
Ma il notiziario di Channel 4 ha riferito di aver parlato con agenzie di operatori umanitari ed altri osservatori indipendenti, che stanno monitorando mediaticamente questo conflitto. Alcuni operatori umanitari, che si trovavano nel cuore della zona di conflitto e che erano stati feriti proprio negli ultimi sanguinosi attacchi, ci avevano riferito che la massa di gente non era ancora fuori. Ed ecco il motivo! All'inizio di maggio 2009 le truppe governative avevano avanzato ed alcune migliaia civili erano stati costretti a fuggire dalle zone di conflitto, ma altre decine di migliaia sono rimasti intrappolati nell'accerchiamento. Però il governo srilankese aveva affermato che ne erano rimasti 40.000 e alcune agenzie umanitarie, con cui abbiamo parlato, hanno invece affermato che i civili rimasti nella zona erano 100,000. Per determinare in modo più preciso tale numero ci vengono in aiuto le immagini satellitari basate sul numero delle tende e sul numero dei suoi occupanti.
Altre migliaia di civili sono fuggiti il 16 maggio quando ha avuto luogo l'ultima scontro.
Il governo aveva affermato che tutti i civili erano fuori. Ma le parole dell'operatore'umanitario che stava seguendo l'esodo riferiscono: "adesso io sto attraversando la laguna. Me ne sto andando con molti civili, ma c'è ne sono molti che sono rimasti lì. Le tigri tamil li stanno fermando.
La domanda è: quanti altri sono ancora bloccati?
Per capirlo meglio ci conviene riferirci a cifre precise:
Attualmente ci sono 289,000 civili all'interno dei campi.
L'ONU ha affermato che 88,000 civili sono arrivati dopo la sconfitta delle tigri, ma noi sappiamo che all'interno dei campi c'erano 100,000 civili, per cui 12,000 persone sono scomparse o sono presubilmente morte. A queste aggiungiamo le 7,000 persone che l'ONU ha confermato di essere state uccise nei primi quattro mesi, aumentando così il bilancio a più di 19,000 vittime civili. Questo vale per il periodo di gennaio e quindi due terzi dei civili
sono morti assassinati negli scontri degli ultimi giorni.
Quindi 20,000 in totale? Si, questo è veramente un numero probabile,veramente plausibile , veramente credibile secondo le fonti. C'è una grossa differenza tra il numero dei civili che il governo ha dichiarato essere fuggiti dall'area di conflitto ed il numero di civili che l'ONU ha dichiarato essere presenti nell'area di conflitto. Ora la domanda è: quante persone sono rimaste lì quando il governo ha bloccato l'accesso alla ICRC? 20,000-22,000-25,000 civili non sono dei numeri così sorprendenti, se si considera il bilancio dei morti giornalieri?. Il segretario generale dell'ONU ha visitato i campi con i civili sfollati che sono sopravissuti all'ultima fase del conflitto reclamando il ruolo umanitario dello stesso governo. Allora per quale motivo sia l'ONU sia il Consilio dei Diritti Umani ha fatto passare facilmente la risoluzione del conflitto lodando il governo dello Sri Lanka per aver sconfitto le tigri tamil? Questo è l'indifferenza occidentale che è stata dimostrata nell'investigazione per i crimini di guerra.
Una dichiarazione fatta da una commissione distaccata dell'ONU dei diritti umani ci ha rivelato che non sono assolutamente felici dei risultati, "ci dovrebbe essere un' investigazione più accurata poichè non siamo a conoscenza di ciò che è realmente successo e abbiamo invece bisogno di saperne di più".

 

Il Governo dello Sri Lanka ha rimandato indietro la nave con gli aiuti umanitari della diaspora tamil

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Lunedì 8 Maggio 2009, il Governo dello Sri Lanka ha rimandato indietro la nave che trasportava approvigionamenti per i 300.000 civili tamil trattenuti nei campi di internamento. La nave era partita dal porto di Ipswich (Regno Unito) il 20 Aprile 2009, con un carico di aiuti umanitari raccolti dalla diaspora tamil.

Sulla nave sono presenti l'ex controllore della missione di monitoraggio in Sri Lanka (SLMM, durante il periodo del cessate il fuoco), il Signor Kristjan Guðmundsson, proveniente dall'Islanda, dottori ed operatori umanitari.

La nave è stata rimandata indietro dopo che è stata tenuta in custodia per circa 4/5 giorni sotto il controllo della Marina mililtare dello Sri Lanka (SLN), e solo dopo che un comunicato stampa, rilasciato dall'ufficio dei coordinatori della missione nel Regno Unito, che ammetteva che la nave conteneva unicamente approvigionamenti umanitari.

I direttori di questi missione umanitaria hanno riferito che, mentre il Governo dello Sri Lanka sta facendo appello alla Comunità Internazionale per fornire cibo ed altre assistenze per i 300.000 tamil detenuti nei campi, è sorprendente il fatto che abbia respinto 800 tonnelate di approvigionamenti assistenziali.

Riportiamo un pezzo del comunicato stampa:
"Questa nave di aiuti umanitari, prodotto di un duro lavoro di migliaia di volontari in Europa e donazioni di decine di migliaia di tamil in tutto il mondo, sarebbe dovuto essere, usato dal Governo dello Sri Lanka come un'opportunità per mostrare la buona fede e l'impegno verso la diaspora tamil in segno di riconciliazione secondo quanto detto nelle parole del Governo nel "post-conflitto".
I coordinatori della missione desiderano inoltre esprimere preoccupazione per il Sig.Athmanathan, un importante uomo d'affari di Colombo, il quale è detenuto dal Dipartimento di Investigazione Criminale. Lui non è mai stato sulla nave, e non è mai entrato in contatto con il carico, lui aveva solamente accettato di essere nominato come depositario per il carico della nave ed assistere nei chiarimenti presso le dogane".

Per ulteriori informazioni in lingua inglese vi riportiamo il sito ufficiale di questa missione umanitaria: http://vannimission.org

 

Il segretario generale delle Nazioni Unite richiama il governo dello Sri Lanka sul tema dei crimini di guerra

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Venerdì 5 Giugno 2009, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, con un briefing a porte chiuse, ha convocato i membri del Consilio di sicurezza dell’ONU per un’indagine sui crimini di Guerra nel nord dello Sri Lanka, da condurre con il supporto e supervisione internazionale e con il pieno consenso del Governo dello Sri Lanka. Egli ha rifiutato di entrare nei particolari di come l’indagine verrà condotta, ma ha evidenziato la necessità di prendere in esame le gravi accuse di violazione delle leggi umanitarie internazionali, in accordo con i diplomatici e funzionari dell’ONU che hanno partecipato. Ban ha anche affermato che il Governo dello Sri Lanka deve astenersi da qualsiasi forma di celebrazione della vittoria dopo la sconfitta del LTTE.

"Qualsiasi indagine per meritare credibilità e rilevanza deve essere sostenuta dai membri delle Nazioni Unite e deve essere assolutamente imparziale ed oggettiva”- ha comunicato Ban Ki-Moon ai giornalisti presso gli uffici dell’ONU, Venerdì.
"Io vorrei chiedere al Governo dello Sri Lanka di soddisfare l’appello internazionale alla responsabilità e piena trasparenza”. E dovunque e in qualsiasi momento vi siano accuse accreditabili di violazione del diritto internazionale ci deve essere un’investigazione opportuna”

Il Governo dello Sri Lanka ha rifiutato qualsiasi investigazione sia internazionale che congiunta, affermando che la guerra civile è un problema locale.
Il ministro per i diritti umani dello Sri Lanka, Mahinda Samarasinghe, ha messo in dubbio che il segretario generale dell’ONU abbia voluto richiedere un’indagine internazionale: “ Egli non sta parlando di un un’indagine internazionale del tutto”- ha detto Samarasinghe.  
Venerdì il Consilio di Sicurezza dell’ONU si è riunito in veste informale piuttosto che nelle usuali camere per permettere all’ambasciatore dello Sri Lanka, Hewa M.G. S. Palihakkara, di assistere senza richiedere un formale punto del verbale.

Ban Ki-Moon ha avvertito il Governo dello Sri Lanka di non organizzare celebrazioni per la sconfitta militare delle Tigri Tamil.
“Io colgo questa occasione per mettere in guardia lo Sri Lanka dal rischio di ricadere nel trionfalismo, che rischierebbe di intralciare l’impegno nel rimarginare le ferite di questo conflitto”, ha affermato Ban Ki-Moon secondo le fonti del Times di India. “ (…) In questo momento è di grande importanza che ci si impegni nello sforzo di unità e di riconciliazione piuttosto che lasciarsi andare all’onda dei festeggiamenti della fine del conflitto”:

Ban Ki-Moon ha dichiarato di avere chiesto al Governo dello Sri Lanka di garantire gruppi di soccorso e il libero accesso dell’ONU alle decine di migliaia di civili tamil che sono in necessità di assistenza.
Questa è la prima volta che Ban Ki-Moon ha indetto un’indagine su ciò che è stato definito dall’Human Right Watch come il macello dei civili tamil da parte dell’artiglieria dello Sri Lanka nel nord dell’isola.
Gli Stati Uniti hanno denunciato i bombardamenti indiscriminati di Colombo verso la sottile striscia di terra affollata da civili Tamil.
Gli ufficiali dell’ONU hanno comunicato al Times di Londra e al Le Monde francese di essere certi del massacro di 20 000 civili.

Nelle ultime settimane, l’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, Navi Pillay, ha ripetutamente affermato che le gravi violazioni della legge umanitaria internazionale nel nord dello Sri Lanka giustificano e richiedono un’indagine internazionale.
Giovedì scorso Pillay ha dichiarato che l’ONU è pronto per sostenere un’indagine sui crimini e abusi commessi durante la guerra civile dallo Sri Lanka:
“Io credo che la responsabilità è un prerequisito fondamentale per la realizzazione della giustizia e della riconciliazione per tutti i Sri Lankesi e, pertanto, rappresenta le fondamenta per una pace duratura”.

 

In prima pagina del Times: 20.000 civili tamil massacrati dall'esercito srilankese

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Le evidenze raccolte dalla rivista Times hanno rivelato che almeno 20.000 civli tamil siano stati uccisi dai bombardamenti dell'esercito srilankese sulla spiaggia di Mullaitivu. Fotografie aeree, documenti ufficiali, resoconti e testimonianze competenti che sono stati raccolti dalla rivista presentano una chiara evidenza di un'atrocità che può essere paragonata a quella di Srebrenica, del Darfur e di altri massacri di civili.

Documenti confidenziali dell'ONU acquisiti dal Times riportano che quasi 7.000 civili siano deceduti, nella "zona sicura", fino ad Aprile. Fonti dell'ONU affermano che siano stati uccisi 1.000 civili quotidianamente fino al 19 Maggio.

Tre analisti indipendenti che hanno esaminato le fotografie delle posizioni dell'artigleria dell'esercito srilankese e delle Tigri Tamil (LTTE) che si trovavano
nell'intorno della "zona sicura" hanno confermato che l'armamento delle LTTE non possa aver causato significanti perdite tra i civili.

Il Times ha anche criticato fortemente la risoluzione di Mercoledì 27 Maggio 2009 del Concilio dei Diritti Umani dell'ONU che congratulava la condotta del conflitto.

Link dell'edizione online del Times:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/asia/article6391265.ece
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/asia/article6391673.ece

In Italia, il giornale Corriere della Sera ha riportato la notizia in prima pagina (30 Maggio 2009). Riportiano il link online:
http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_30/tigri_tamil_civili_uccisi_Cecilia_Zecchinelli%20_fa0a82ac-4ce0-11de-82fb-00144f02aabc.shtml

Servizio TG1
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-81819840-a8ce-4124-8008-f941cfdf718a.html

 


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