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Aiutateci a fermare il genocidio in Sri Lanka

Videpresentazione elezione dei tamil in Italia

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Video che spiega la questione tamil in Sri Lanka e le motivazioni delle elezioni dei tamil in Italia..
Cerchiamo associazioni in Italia che ci aiutino monitorando le elezioni tra i tamil in Italia. Si prevede di tenere le elezioni a fine Febbraio 2010. 
 

 

Verdetto di Dublino: Lo Sri Lanka colpevole dei crimini di guerra

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Il Tribunale permanente Dei Popoli (sede a Milano) nei giorni Giovedi 14 e Venerdi 15 ha condotto, presso il tribunale di Dublino, il processo per accusa di crimini di guerra nei confronti dello Sri Lanka.
Sabato 16 gennaio 2010, grazie ad evidenti e numerose prove e testimoni oculari, il Governo dello Sri Lanka è stato dichiarato: ”colpevole di crimini di guerra” e “colpevole di crimini contro l'umanità.”
Il tribunale ha anche concluso che per quanto riguarda l'accusa di genocidio sono necessari ulteriori investigazioni.
Tra i testimoni oculari vi sono anche parecchie persone fuggite nell’ultima settimana d’offensiva dello SriLanka dalle cosidette zone sicure,"No fire Zone", situate a Mullaitivu, dove più di 20.000 civili tamil sono stati massacrate dall' esercito srilankese (SLA) con armamenti pesanti.
 
Alle ore 14:00 a Dublino, il presidente del Tribunale dei Popoli, Francois Houtart, ha letto il verdetto preliminare e le conseguenze che ne sono derivate.
Il verdetto dichiara che:
 
·              Il governo dello Sri Lanka è colpevole di crimini di guerra.
·              Il governo dello Sri Lanka è colpevole di crimini contro l'umanità.
·              L'accusa di genocidio richiede ulteriori investigazioni.
·              La comunità internazionale, in particolare Il Regno Unito e gli Stati Uniti, sono responsabili della rottura del processo di pace.
 
Prove strazianti, incluso  spezzoni di video, che dimostrano l'uso di artiglieria pesante e munizioni a fosforo, e le continue violazioni dei diritti umani subiti dall’ attività dell’esercito sono stati sottoposti dai testimoni oculari ad una giuria composta da 10 giurati internazionali per più di due giorni.
 
I membri irlandesi della giuria erano Denis Halliday and Mary Lawlor.
 
Il tribunale irlandese per la Pace in Srilanka, ha accolto il verdetto preliminare del Tribunale Permanente dei Popoli.
Rispondendo ai punti del verdetto, il Tribunale ha  emanato le seguenti cinque richieste:
 
1. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka di poter permettere all'ONU di condurre indagini sui crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi tra l’esercito armato Srilankese e l’LTTE durante l'ultimo periodo di guerra e il dopoguerra.
 
2. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché rilascino tutti coloro che sono detenuti nei campi di concentramento e le circa 11.000 persone che sono trattenute segretamente in luoghi sconosciuti.
 
3. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché metta fine agli omicidi extragiudiziali, violenze sessuali e privazione di cibo e acqua usate come armi contro la popolazione civile.
 
4. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché termini la soppressione dei dissenzienti politici attraverso la violenza o altri mezzi.
 
5. Facciamo appello al governo dello Sri Lanka affinché renda effettivo in pieno i diritti umani per tutti i cittadini dello Srilanka, e affinchè trovi una soluzione politica che coinvolga una partecipazione piena della popolazione Tamil, mettendo così fine alle sistematiche storiche misure discriminatorie che il governo dello Srilanka ha operato contro l’etnia Tamil.
 
Il tribunale irlandese per la Pace in Sri Lanka afferma inoltre che la pace duratura e la stabilità possono essere raggiunte soltanto sulla base  di una piena giustizia ed di pieni diritti per tutti gli abitanti dell'isola.
 

10 Dicembre 2009 - Diritti Umani in Sri Lanka

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Cogliamo l’occasione del 61° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, per dare voce al dolore e alla rabbia che noi, membri della Comunità tamil in Italia, portiamo nel cuore di fronte alla catastrofe umanitaria che da anni si sta consumando in Sri Lanka, a danno dei nostri cari e connazionali. Riteniamo infatti che questa giornata non debba solo esaurirsi in un rito formale, ma debba valere a ravvivare in ciascuno di noi l’interesse a garantire la reale e concreta tutela dei Diritti Umani in ogni angolo del mondo, poiché per alcuni popoli essi rimangano solo “inchiostro sulla carta“.

Questo anno, a causa della guerra genocida ingaggiata dall'esercito srilankese, oltre 20.000 civili tamil son stati uccisi, all’insaputa del mondo intero a seguito del divieto accesso ai media e agli operatori umanitari.

Nel maggio 2009 l'esercito srilankese dopo la vittoria militare ha rinchiuso 300.000 civili tamil sopravvissuti in campi di concentramento off-limits per giornalisti ed operatori umanitari.

In questi mesi migliaia di civili tamil sono morti in questi campi, molti altri sono spariti nel nulla, e non esistono statistiche ufficiali. Dopo le forti pressioni internazionali il governo dello Sri Lanka ha affermato di avere liberato metà dei civili internati, ma in realtà sono solo stati rilocati in zone ad alto controllo militare. Il 7 Dicembre 2009 fonti governative hanno confermato che 127.905 civili sono attualmente nel campo di internamento di Vavuniya.

La negazione arbitraria della libertà di movimento rappresenta la violazione di uno dei diritti basilari dell'uomo. Ancora più gravi sono le torture, i rapimenti e gli omicidi extragiudiziari.

Ma chi sono i Tamil? E di cosa hanno realmente bisogno?

I tamil sono un'etnia che vive da oltre due millenni nel Nord-Est dell'isola dello Sri Lanka. Dal 1948, data dell’indipendenza dello Sri Lanka dai coloni britannici, la maggioranza etnica cingalese ha assunto il potere e il popolo tamil è diventato oggetto di discriminazioni in varie forme: lingua ufficialmente non riconosciuta, ostacoli nell'istruzione universitaria, repressione etnica e genocidio culturale.

Per oltre 30 anni hanno intrapreso la via pacifica, della non violenza, sull’esempio di Mahatma Gandhi, per rivendicare i propri diritti e la propria identità. 

La risposta del Governo dello Sri Lanka è stata purtroppo la repressione violenta, inducendo i tamil a ricorrere alla resistenza armata, dopo la carneficina del Luglio 1983.

Pur detenendo in linea teorica il diritto alla sovranità e all’autodeterminazione, i cittadini tamil sono costretti a risiedere come profughi nella propria terra. L'autodeterminazione dei popoli è formalmente riconosciuta come diritto umano fondamentale dalle più importanti convenzioni giuridiche internazionali sui diritti umani.

Purtroppo anche da parte della comunità internazionale è stato registrato un disinteresse nel fermare questa guerra genocida e un interesse a supportare economicamente il governo dello Sri Lanka. Questo atteggiamento assunto dalla comunità internazionale sembra essere un incitamento a tutti regimi del mondo a potere commettere i propri crimini impuniti.

Sebbene le vicissitudini di questi ultimi anni alimentino in noi questa sensazione di sfiducia e avvilimento, non possiamo permetterci di spegnere ogni speranza e perpetuiamo nelle nostre rivendicazioni.

Vi ringraziamo per l'attenzione augurandoci che questa giornata sia di aiuto all'umanità per fare un passo avanti nella reale tutela dei Diritti Umani.
 
 

Libertà di movimento per i profughi tamil: verità o promessa elettorale?

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Il Ministro degli Esteri dello Sri Lanka Rohitha Bogollagama aveva proclamato alla televisione britannica la definitiva apertura dei campi di concentramento, ma le organizzazioni umanitarie sollevano dubbi su questa concessione fatta dal governo ai 130.000 civili tamil che si trovano ancora in questi campi. In realtà non si tratta di una vera e propria apertura dei campi, ma di una concessione temporanea per uscire dai campi per un massimo di 15 giorni, inoltre negli ultimi mesi molti civili che dovevano essere reinsediati sono stati portati in altri campi a controllo militare.

C’è un grande punto interrogativo su cosa intenda il governo per “libertà di movimento per i profughi”. Il timore è che si tratti di un gioco politico in vista delle prossime elezioni presidenziali di Gennaio con l’opposizione tra l’ex generale dell'esercito Fonseka e l’attuale presidente Rajapaksa.

Il Daily Telegraph aveva riferito che le richieste dei numerosi media, per visitare i campi del distretto di Vavuniyaa e per testimoniare l’annunciato rilascio dei migliaia di civili, erano state respinte. Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha affermato che gli era stato negato l’ accesso ai campi e non vi era stata alcuna concessione alle restrizioni, nonostante l’annuncio di Bogollagama. La dichiarazione di quest’ultimo è stata pubblicamente smentita dal Governo dello Sri Lanka, con la conferma del Ministro dei Diritti Umani Mahinda Samarasinghe che le restrizioni ai giornalisti di visitare gli sfollati nei campi non sono ancora stati estesi pur rifiutando di fornire una data precisa di quanto questo accadrà. Questo scenario non lascia tranquilli gli operatori umanitari e la società civile dell’isola che temono di veder ridotta la vicenda delle migliaia di profughi della guerra in una merce di scambio e in un tema da strumentalizzare durante la campagna elettorale.

In una conferenza stampa speciale tenutasi Lunedì 7 Dicembre, il governatore della Provincia Settentrionale, Maggiore Gen. Chandrasiri, ha confermato che 127.905 civili sono attualmente nel campo di internamento di Vavuniya.

 

Continuano incessantemente le sparizioni dei giovani tamil ad opera dell’esercito srilankese

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Notizie riportate da TamilNet provenienti dal campo di internamento di Vavuniya denunciano che molti ragazzi e ragazze tamil, inclusi gli adolescenti, che erano stati internati in queste strutture vengono di volta in volta chiamati per nome attraverso un sistema di segnalazione operata da ufficiali dell’intelligence dell’esercito srilankese e portati verso destinazioni ignote. È così che il 21 Novembre 10 ragazzi sono stati rapiti, e ancora il 27 novembre circa 30 giovani, incluse ragazze, sono state portate  via con veicoli dell’esercito srilankese dalla zona 0 IDP del campo di internamento a Cheddikulam e da quel momento le famiglie hanno perso ogni loro traccia.
 
Rapimenti sistematici extra-giudiziari e sparizioni di giovani tamil che sono sopravissuti alla guerra genocida avvenuta nella regione del Vanni e che sono stati internati in campi sono all’ordine del giorno da Maggio come riporta un operatore umanitario anonimo. Egli sostiene inoltre che questo comportamento ridicolizza molto la grande preoccupazione mostrata dalla Comunità Internazionale e dai Media per i giovani tamil internati nei campi che prima di Maggio erano nei territori controllati dalle Tigri Tamil.  

Numerose organizzazioni e operatori umanitari denunciano il forte coinvolgimento dell’esercito srilankese in omicidi sistematici, nelle richieste di riscatti, nell’uso dei lavori forzati ed abusi sessuali nei confronti dei giovani tamil. Gli operatori umanitari  hanno sfidato la comunità internazionale a dimostrare la loro credibilità prendendo provvedimenti sulla base delle evidenze e testimonianze da essi forniti contro l’esercito srilankese.
 

Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani: Lo Sri Lanka continua a negare le investigazioni sulle uccisioni dei civili

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Mercoledì 14 ottobre, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, in una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles, ha criticato il Governo dello Sri Lanka per non aver acconsentito alle numerose richieste di un’ investigazione internazionale sull’uccisione di civili innocenti, e ha sottolineato che lo stesso Governo, in passato, ha tentato di frenare  importanti investigazioni nazionali riguardanti gravi omicidi richieste dalle Organizzazioni Non Governative e dagli operatori umanitari, costringendoli ad un successivo abbandono di tali indagini.

Navi Pillay ha affermato che persino il Segretario Generale delle Nazioni Unite abbia effettuato una richiesta per un’investigazione, e ha riferito di lavorare a stretto contatto con quest’ultimo:
“Il Governo dello Sri Lanka non ha valide documentazioni per poter condurre investigazioni serie. Attualmente, sono impegnata in alcune discussioni con il Segretario Generale sul tipo di meccanismo più accettabile da attuare. Ma come ho già detto il Governo dello Sri Lanka continua ad opporre resistenza a queste proposte”.
 
Alla domanda se fosse programmando una visita nello Sri Lanka per discutere sulla situazione dei diritti umani, Pillay ha risposto che il Governo ha riferito al Segretario generale delle Nazioni Unite che non avrebbe concesso l’accesso all’Alto Commissario per i Diritti Umani nell’isola.
 


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