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notizie in lingua italiana sulla guerra in Sri Lanka - Per informazioni: info@tamilaction.org

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Aiutateci a fermare il genocidio in Sri Lanka

18 Maggio 2012 - Giornata del Genocidio

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Tre anni fa la guerra in Sri Lanka si concluse nel peggiore dei modi. 40 000 civili tamil uccisi, 160 000 civili tutt'ora mancanti all'appello e i sopravvissuti internati nei campi di concentramento. Questo filmato denuncia i crimini di guerra, crimini contro l'umanità e gli atti di genocidio commessi dal governo dello Sri Lanka ai danni della popolazione tamil.

 

63° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

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Oggi si celebra il 63° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento che per la prima volta nella storia tutela i diritti di tutti gli esseri umani presenti nel nostro pianeta.

Tuttavia questo documento si rivela ancora disatteso, una conquista non pienamente realizzata, in quanto ci accorgiamo che nella nostra attualità, ovunque nel mondo, avvengono ancora soprusi, violenze ed oppressioni.

Cogliamo dunque l’occasione, noi comunità tamil in Italia, per chiedere che venga ridata dignità ai tamil dello Sri Lanka, i cui diritti vengono costantemente violati.

Secondo le statistiche dell'ONU (gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate o involontarie) lo Sri Lanka sarebbe il secondo paese al mondo, dopo l’Iraq, per il numero di scomparsi e presenta un alto numero di violazioni dei diritti umani.

Brad Adams, direttore esecutivo di Human Rights Watch, ha affermato che “il governo srilankese ha chiaramente fornito alle sue forze di sicurezza un via libera per attuare sporche tattiche di guerra”. Nel 2009, durante l’ultimo periodo del conflitto durato oltre due decenni, più di 300.000
civili tamil sono stati intrappolati nelle aree dichiarate dal governo srilankese “safe zones” presto dimostratesi come “killing fields” (campi di sterminio), dove si sono avviati bombardamenti a tappeto da parte dell’esercito srilankese, che causarono oltre 40.000 morti.

Durante questa fase i militari srilankesi hanno commesso diversi crimini: bombardamenti su ospedali e civili, abusi sessuali sulle donne tamil (caso della giornalista TV Isaipriya violentata, uccisa e filmata), arresti arbitrari, violenze e torture verso detenuti in custodia cautelare ed uccisioni di giornalisti sostenitori della causa tamil (caso di Sahadevan Nilakshan, Chaalaram magazine).

Oggi, a distanza di due anni, i diritti umani ancora continuano ad essere violati: la militarizzazione è aumentata per favorire i soprusi e la libertà di stampa è inesistente.

La situazione in Sri Lanka dovrebbe preoccupare tutti i cittadini del mondo: quello che è accaduto, e sta accadendo, è un chiaro invito a tutti i regimi del mondo per commettere violenze e rimanere impuniti. Chiediamo quindi che giustizia sia fatta nell'interesse di tutta l'umanità.
Solo un’indagine internazionale sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi nel nostro paese, con una chiara condanna dei colpevoli, può porre fine al genocidio fisico e culturale del popolo tamil.

Vi ringraziamo della vostra gentile attenzione, augurandoci che questa giornata sia d’aiuto per l'attuazione in maniera concreta dei diritti umani in ogni angolo del pianeta.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

(Art. 1 Dichiarazione dei diritti umani)
 
 

Sri Lanka, stato d'emergenza perenne

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Vi proponiamo l'articolo uscito su Peacereporter che riassume la situazione al mese di Settembre 2011.

Rajapaksa revoca la legislazione emergenziale in vigore durante la guerra civile solo per sostituirla con nuove norme che istituzionalizzano uno Stato di polizia permanente

Il regime nazionalista di Mahinda Rajapaksa ha annunciato la revoca dello stato d'emergenza in vigore dal 1983, ma solo per sostituirlo con una nuova legislazione 'anti-terrorismo' che di fatto prolunga, anzi, rende permanente la legge marziale.

Un'operazione cosmetica che, come spiegato dallo stesso ministro della Giustizia Mohan Peiris, non comporterà la scarcerazione degli almeno 12mila prigionieri politici tamil, detenuti senza formali accuse dalla fine del conflitto nel maggio 2009.

Non verranno nemmeno revocati i poteri emergenziali di esercito e polizia, né smilitarizzate le 'zone di sicurezza'. Tantomeno decadrà la messa al bando di tutte le organizzazioni politiche legate all'Ltte, come le Tigri del fronte popolare di liberazione (Pflt).

Rimarranno in vigore anche tutte le norme che limitano la libertà di sciopero e di stampa, con il loro tragico corollario di violenze para-governative contro attivisti sindacali, difensori dei diritti umani e giornalisti critici.

La revoca dello stato d'emergenza giunge alla vigilia della riunione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite che si terrà il 13 settembre a Ginevra, nella quale verranno discusse le accuse di crimini di guerra commessi dal regime di Colombo.

Rajapaksa spera, con questa mossa, di ripulire la sua immagine per evitare l'istruzione diinchieste internazionali contro il suo regime. Ma sa bene che la comunità internazionale, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non tireranno mai la corda fino a spezzarla.

Nessuno mosse un dito nel 2009 mentre40mila civili tamil venivano massacratidall'esercito in pochi mesi sotto gli occhi degli osservatori Onu e della Croce Rossa Internazionale. Nessuno sembra seriamente intenzionato a farlo neanche ora che quei crimini sono stati certificati dalle stese Nazioni Unite.

Stati Uniti ed Unione Europea non vogliono arrivare a una rottura definitiva con un regime che mantiene, e manterrà a lungo, il controllo di un Paese geo-strategicamente importantecome lo Sri Lanka, sempre più propenso a passare armi e bagagli dalla parte della Cina.

Rifiutando di riconoscere i propri crimini di guerra, rigettando ogni riconciliazione post-bellica con la minoranza tamil e istituzionalizzando le politiche discriminatorie e persecutorie nei suoi confronti, Rajapaksa sta gettando i semi di una nuova guerra civile. Ma questo sembra non importare a nessuno.

 

Enrico Piovesana

 

 

Presentazione: La questione Tamil in Sri Lanka e le aspirazioni democratiche della diaspora

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Per scaricare la presentazione (aggiornata a Maggio 2010) in formato PDF:

La questione Tamil in Sri Lanka e le aspirazioni democratiche della diaspora 

Per una panoramica generale del conflitto è disponible su YouTube un video con la situazioe ad Aprile 2009.

http://www.youtube.com/watch?v=Rqfqf9ejff4

Altri documenti e video son disponibili nelle relativi sezioni del sito.

 

Richiesta alla Corte Penale Internazionale - Consiglio dei eelam tamil in Italia

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Vi proponiamo il video realizzato dal Consiglio dei Eelam Tamil in Italia per richiedere alla Corte Penale Internazionale ad indagare sui crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio commessi dal Governo dello Sri Lanka.
 
 
 Il video contiene immagini crudeli  
 

Un gruppo di senatori USA richiede un’indagine indipendente ed internazionale sui crimi di guerra

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Diciassette senatori degli Stati Uniti, hanno inviato una lettera al segretario di Stato, Hillary Clinton, sollecitando per un’indagine internazionale ed indipendente sulle accuse dei crimini di guerra che si sono verificati durante la guerra civile che per ben 25 anni ha devastato l’isola dello Sri Lanka. I primi firmatari sono i senatori Sherrod Brown (Partito Democratico) e  Richard Burr (Repubblicano).
 
Recentemente Wikileaks ha riportato un comunicato di Patricia Butenis, ambasciatrice Usa in Sri Lanka: “la responsabilità per tutti i crimini poggia sulle alte cariche civili e militari, presidente Rajapaksa incluso, compreso suo fratello e il candidato dell’opposizione, il generale Fonseka”. [Report completo in PDF]

Nel mese di Agosto un’altra lettera è stata inviata da 58 membri del Congresso, dove è stata esortata l’amministrazione di Obama per un’indagine internazionale ed indipendente contro i crimini di guerra e in cui sono stati elencati più di 300 violazioni dei diritti umani.

Questa lettera, ricordando il fallimento delle commissioni nominate in passato dal Governo dello Sri Lanka per investigare sui crimini di guerra, afferma che le maggiori organizzazioni umanitarie come Human Rights Watch e Amnesty International hanno messo in dubbio la trasparenza, l’imparzialità e l’insufficienza di mandato, richiedendo un’indagine internazionale ed indipendente. I cittadini dello Sri Lanka dovrebbero ricevere risposte concrete su qualsiasi tipo di violazioni umanitarie.
I senatori hanno affermato che, senza uno strumento di verifica, qualsiasi tipo di conclusione sarà priva di credibilità e di responsabilità, ribadendo che quest’ultimo è un componente essenziale per il processo di riconciliazione e di ricostruzione. Citando l’affermazione di Obama sulla situazione nello Sri Lanka, ovvero la necessità da parte di quest’ultima di assicurare una pace sicura e duratura, che garantisca rispetto a tutti i suoi cittadini, i senatori affermano che il primo passo per il raggiungimento di questo obbiettivo è un’indagine internazionale ed indipendente.
È interessante notare che i Senatori hanno utilizzato l’espressione “crimini contro l’umanità”, indicando che quest’ultimi, se provati, costituiscono gravi violazioni della convenzione di Ginevra, e vengono descritti come un serio attacco alla dignità umana e una grave umiliazione di uno o più esseri umani. Questi non sono eventi isolati o sporadici, ma fanno parte di una vera e propria politica di governo.

Sempre da WikiLeaks ci sono conferme che l'ambasciata USA fosse a conoscenza delle violazioni dei diritti umani da parte del Governo dello Sri Lanka avvenute in passato.
Infatti in un cable che risale al 18 maggio 2007, l’ambasciata USA sostiene che il governo dello Sri Lanka abbia appoggiato e dato il via libera a gruppi paramilitari quali l’EPDP e il gruppo di Karuna. Il governo ha lasciato e ha favorito l’esecuzione di molti crimini quali le uccisioni extra-giudiziarie, rapimenti, estorsioni e violenze sessuali da parte di questi gruppi. [Approfondimento con documenti originali su TamilNet]
 
Tutto il mondo ha condannato le Tigri Tamil per l’uso della violenza, come unica arma di difesa del proprio popolo, appoggiando invece il Governo dello Sri Lanka che attraverso la violenza del proprio esercito e gruppi paramilitari conduce il genocidio della popolazione tamil.
 
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